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Processo breve esteso ad altri campi?

Priorità italiana: non appena saranno riaperte le Camere, l'approvazione del processo ‘breve'. Soluzione perfetta se per smaltimento dei processi pendenti s'intende la loro fisica eliminazione quali rifiuti solidi inurbani. Quegli “investimenti straordinari” promessi dal Guardasigilli il 28 agosto 2010 forse consisteranno in convenzioni con società che curano lo smaltimento dei poderosi faldoni? La proposta è talmente geniale che andrebbe applicata anche in altri settori. Viaggio in TRENO ‘breve': prima acquistavi il Tuo biglietto ferroviario, fai conto Macerata – Roma; partenza alle ore 6:30 con la littorina (se si chiama così, vuol dire che risale al tempo dei fasci littori), arrivo previsto ore 10:23 previo cambio a Fabriano (per le Marche l'alta velocità, magnifica cosa peraltro, resta uno slogan); beh, che vuoi, un po' di ritardo devi pur metterlo in conto, ci vuole tolleranza; le rotaie sono sempre quelle, investimenti nisba, il materiale rotabile (intendo i treni, ma così fa più chic) in condizioni precarie, ponti che ancora reggono ma è meglio andarci cauti rimanendo tutti a dieta, forse tra un po' arriveranno macchinisti “onorari aggregati”, vuol dire non di carriera, capitreno “di pace” ed "ausiliari del macchinista" in età avanzata, sempre non di mestiere, d'estate aria condizionata assente - effetto sauna oppure a tredici gradi - brivido polare, bagni in stile fogna di Calcutta, insomma in condizioni vagamente malmesse, ma, suvvia! Non bisogna lamentarsi: a Roma ci arrivavi verso le undici, mezzodì, se andava bene; ma ci arrivavi! Con la grande riforma del viaggio ‘breve' cambierà tutto: verrà fissato un tempo a disposizione che scatterà alla partenza del treno; esaurito il tempo, il macchinista arresterà il convoglio e Vi inviterà con le spicce a calare dal treno con tutte le Vostre variopinte carabattole e, poi, se invece che a Roma, siete a Trevi, sappiate che è una cittadina umbra stupenda in fervente ricostruzione post-sisma del 1997; si staglia imperiosa lassù in alto (forse dovrete raggiungerla a piedi, ma che fa, camminare giova grandemente alla salute) e merita di sicuro una visita: la piazza di Trevi, ad esempio, è sontuosa e la gente del posto assai gentile. Roma? Sarà per un'altra volta. Trasferimento ‘breve' in AEREO: piccolo aggravio sul prezzo del ticket rispetto a prima della riforma stante il costo del paracadute, ma vuoi mettere la comodità di poterlo portare via con Te e, a Dio piacendo, riutilizzarlo; eh, sì, perché una volta trascorso il tempo programmato per il viaggio aereo, il pilota ha l'obbligo di catapultarVi nel vuoto: un'esperienza che ha anche i suoi pro nell'emozionante impresa di evitare la commovente fine del povero Pietro Taricone (gli sia lieve la terra). Versione ospedaliera del processo ‘breve', l'intervento CHIRURGICO ‘breve': stante la voragine della Sanità, sarà previsto un tempo massimo per ogni atto operatorio. Appendicite otto minuti dalla sedazione, poi via via tempi sempre più generosi al crescere della gravità della patologia se a torace aperto: ma, attenzione, se l'equipe chirurgica si attarda per una complicanza, al superamento del tempo l'intervento si arresta e la salm… il paziente viene restituito ai cari se li ha ancora e non sono premorti per lo stress. Eliminato il paziente, eliminato il problema – malattia. Immaginabile il grande risparmio che si conseguirà per i conti scassati del Servizio Sanitario Nazionale, che erogherà terapie antitumorali a tempo: dopo dieci cicli di chemioterapia, o il paziente è sano come un pesce e fa footing al parco oppure viene invitato ad accomodarsi altrove. Di poco rilievo al confronto il cinema ‘breve' di cui parliamo per completezza informativa: oltre l'ora il macchinista (anche se magari la pizza del film s'è incagliata per venti minuti: fa niente) interrompe la pellicola e non saprete se l'assassino è veramente il maggiordomo (che magari è una gran brava persona, ma i pregiudizi sono tenaci a crepare); poco male anche per le partite di calcio ‘brevi': scaduti i novanta minuti regolamentari non si saprà chi ha vinto anche se l'interruzione è dovuta ad una momentanea indisposizione dell'arbitro, poi fortunatamente rientrata con la somministrazione di fermenti lattici al gracile pancino del fischietto. Se desiderate sapere chi avrebbe vinto la Coppa, potrete sempre interpellare il Polpo intuitivo Paul. Piuttosto, i problemi maggiori sorgeranno con il ticket autostradale ‘breve': in caso di blocco o rallentamento della circolazione (da noi non capita praticamente mai e gli utenti della Salerno – Reggio Calabria si scusano sempre per l'anticipo con cui sono arrivati a destinazione, ma per cautela ne trattiamo egualmente), per non sciupare oltre misura il manto bituminoso stradale l'automobilista, decorso un tot di tempo dall'entrata al casello, verrà caldamente invitato ad allevare i figli al reparto prodotti tipici dell'area di servizio, magari inventandosi su due piedi qualche banchetto di merci contraffatte come nel corso del maxi ingorgo stradale di cento chilometri protrattosi in Cina per un paio di settimane. Piuttosto attenzione alla doccia 'breve': trascorsi sette minuti dall'ingresso nel box, sarete costretti a recarVi al lavoro insaponati, ma vuoi mettere il risparmio energico e d'acqua, prezioso bene. Attualmente la Riforma sul processo breve, nata da un'idea aberrante degli allora Ds (disegno di legge n°878 presentato alla Camera Alta nel 2007) poi riesumata nella versione già approvata e licenziata al Senato prevede che: A) per i reati puniti con pene inferiori a dieci anni il primo grado possa avere una durata massima di tre anni dalla richiesta di rinvio a giudizio, due per l'appello ed uno e mezzo per la cassazione; B) se i reati hanno una pena superiore a dieci anni il primo grado potrà durare quattro anni, immutate le altre scansioni. C) Infine, per mafia, terrorismo ed eversione i tempi si allungano a cinque anni in prime cure, a tre anni in appello e a due in grado di cassazione, tutti prorogabili di un terzo. Si tratta di una proposta di legge (n°3137) che si è poi arenata alla Camera circa sette mesi fa per l'ovvia improponibilità in uno Stato di diritto, venendosi a sommare la probabilità della prescrizione dei reati per decorso del tempo all'ulteriore probabilità della cancellazione dei processi per il trascorrere degli esigui massimi per i tempi della sgangherata Giustizia italiana, da sempre priva di mezzi (organici a ranghi ridottissimi, carenze organizzative, insufficienza di fondi stanziati) ed oppressa da una stratificazioni di provvedimenti normativi emanati dai vari governi succedutisi negli ultimi lustri, tutti sfociati nel prolungamento dei labirintici tempi del processo e nell'accorciamento dei tempi di prescrizione dei reati commessi in particolare dai “colletti bianchi”. E dire che nella nostra Costituzione paiono vigenti l'Art. 24 (diritto alla difesa) e l'Art. 111 (giusto processo). Inoltre, in virtù dell'Art. 112 della Carta fondamentale l'azione penale è obbligatoria e, quindi, irretrattabile, sicché il Presidente non potrebbe mai firmare la legge di riforma e, quand'anche, periodo ipotetico dell'irrealtà, lo facesse, la Corte Costituzionale ne dichiarerebbe quasi certamente l'illegittimità: il problema, però, sarebbe grave perché gli effetti si sarebbero già prodotti e la stalla verrebbe chiusa a buoi fuggiti. Va da sé che in Italia è preferibile non recitare mai il ruolo della PARTE OFFESA e della PARTE CIVILE. Ma chi può scegliere di non venire depredato, violentato, insolentito, calunniato, ferito o ucciso?! La mannaia della norma RETROATTIVA transitoria scatta non dall'inizio del dibattimento e neppure dal rinvio a giudizio, ma addirittura dalla richiesta del pm di rinvio a giudizio; è da questo momento che scatta un implacabile conto alla rovescia; una retrodatazione impensabile. L'applicazione della Riforma sul processo ‘breve' si estende ai reati commessi prima del 2 maggio 2006, quindi coperti dall'indulto: dovranno armarsi di pazienza i congiunti e gli amici delle vittime del rogo della Thyssen, dei vari tumori cagionati dall'Eternit, ma anche chi è in lutto per eventi posteriori alla fatidica data, tipo il crollo ampiamente prevedibile della Casa dello Studente de L'Aquila con l'organo deputato, la Protezione Civile, che tranquillizzava a man bassa i morituri; il meccanismo travolgerà ogni attività processuale di una qualche complessità, come ad esempio il disastro della stazione di Viareggio: i cittadini sono veramente in perfetta sintonia con la Casta dei bramini ed avvertono come una priorità che il primo atto legislativo, che avrà una corsia preferenziale dopo la pausa estiva, sia proprio l'introduzione del processo ‘breve'? Con l'ulteriore considerazione che, a nostro sommesso ma fermo avviso, il Presidente della Repubblica, bussola nella tempesta, con la sua altissima sensibilità istituzionale, ben difficilmente promulgherà il certificato di morte del processo in Italia. Giorgio Napolitano, quindi, con ogni probabilità rimanderà il ddl alle Camere per una nuova deliberazione. Va ricordato che la lex superveniens si applicherà anche alle persone giuridiche, e, pertanto, alle aziende che debbono rispondere di reati contabili e responsabilità amministrative, ed alla Corte dei Conti per i danni erariali ed avrà ricadute esiziali sull'agonizzante processo civile. Per non ricordare, infine, che le cause civili non potranno sopperire a quel che a livello istruttorio i processi penali non potranno più raccogliere per giudizi elefantiaci come quello Parmalat e bond della Repubblica Argentina. In tal modo le ricchezze depredate allo Stato ed ai Cittadini resteranno nelle mani dei criminali e si chiederanno altri sacrifici a tanti che già hanno subito danni da tali condotte penalmente rilevanti. Oltretutto, è ovvio che le istruttorie dibattimentali penali siano lunghe e complesse quando coinvolgono molti imputati, perizie plurime, rogatorie estere e quant'altro. Al Guardasigilli si potrebbe replicare che: 1. Non è essenziale per il Paese la Riforma del processo ‘breve' se, per sua stessa ammissione, “le nuove norme avranno ricadute solo sull'1% dei processi”, nel senso che soltanto l'1% dei processi morirà. Infatti, il Ministro Alfano si prefigge l'obiettivo di salvaguardare gli imputati che da troppo tempo aspettano una sentenza, assolutoria o di condanna; il che toglie decisività alla questione della prioritaria approvazione di un progetto che non anticipa affatto la sentenza, ma la morte del processo. 2. Se il Ministro appresterà investimenti rilevanti per la Riforma, non si comprende perché il famigerato codicillo la renderà applicabile anche a quei processi in corso, che non potranno di necessità beneficiare dei vantaggi promessi dal Guardasigilli perché troppo anziani sul ruolo e prossimi alla pronuncia. 3. Se il processo ‘breve' rappresenterà la Riforma essenziale per il futuro della Nazione, è incomprensibile il perché del suo stallo per ben otto mesi alla Camera, dopo l'approvazione deliberata dal Senato. 4. Se il Ministro nega che si tratti di un'amnistia penale mascherata, spieghi come verrebbe affrontata la monumentale ricaduta sul processo civile di tutte le azioni civili svolte in sede penale e dichiarate svanite con la formula del non doversi procedere per intervenuto lasso massimo di durata del processo: forse con l'AUSILIARIO, il “Badante del Giudice” di cui trattavamo sul Portale Studio Cataldi nell'intervento del 12 luglio 2010? 5. Il presidente del collegio penale o il giudice monocratico sarebbero indotti ad agire in modo incisivo, sforbiciando a più non posso perchè pressati dalla tempistica della novella, e, quindi, condurrebbero l'istruttoria dibattimentale in modo lesivo dei diritti degli imputati; vale a dire proprio coloro che si vorrebbero salvaguardare con il provvedimento, amputando le richieste dell'avvocato della difesa nell'esercizio sacrosanto del filtro d'economia di tempi processuali. Pur prescindendo dalla diseguaglianza in cui si pongono i diritti degli imputati rispetto a quelli delle parti offese e delle parti civili, tale pericolo è gravissimo per chi vuol difendersi NEL processo e non DAL processo, facendo valere la propria estraneità ai fatti che gli si imputano. Una proposta di riforma, quindi, che va accantonata senza possibilità di rimedio. Certo, sembrano correre tempi di letargia per chi ha a cuore quel meraviglioso ed affascinante scrigno chiamato PROCESSO cui tanti di noi hanno dedicato buona parte della propria vita professionale ma che il disegno di legge vorrebbe avviato all'eutanasia.
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(01/09/2010 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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