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Omicidio nel tragitto casa-lavoro: è infortunio in itinere?

La Cassazione, sez lav, torna a pronunciarsi sulle condizioni che consentono l'indennizzabilità dell'infortunio sul lavoro. Nella sent. n° 13599/2009 rileva che per la configurazione di un infortunio sul lavoro non è sufficiente che sussista la causa violenta ( la quale può essere costituita anche dal fatto delittuoso del terzo) e che questa abbia colpito l'assicurato nel luogo di svolgimento delle sue mansioni, ma è necessario che tale causa sia strettamente connessa con l'esplicazione dell'attività lavorativa, nel senso che essa inerisca a tale attività e sia, quanto meno, occasionata dal suo esercizio. Il nesso eziologico va verificato anche ai fini dell'indennizzabilità dell'infortunio in itinere. Nel caso di specie, mancava l'elemento dell'occasione di lavoro (che si realizza ogniqualvolta lo svolgimento di un'attività lavorativa, pur non essendo la causa, costituisce l'occasione dell'infortunio). Infatti va tenuto presente che, soprattutto per gli omicidi sui luoghi di lavoro, la mera presenza dell'infortunato sul posto di lavoro e la coincidenza temporale dell'infortunio con la prestazione lavorativa, costituiscono solo un indizio della sussistenza del rapporto occasionale e non la prova di esso. Nel caso di omicidio volontario non può escludersi che l'evento dannoso sarebbe stato comunque consumato dall'aggressore anche in tempi e luoghi diversi da quelli della prestazione lavorativa.
(17/11/2009 - Francesca Bertinelli)
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