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Cassazione: cannabis libera per i pastori in transumanza

Il pastore che è dedito alla tansumanza può farsi le canne in tutta tranquilità. Parola di Cassazione. Quel consumo, spiega infatti la Cassazione, deve essere classificato come "consumo personale" giustificato dal "lungo periodo di permanenza solitaria in campagna e in montagna" per le attivita' "connesse alla transumanza di greggi di pecore". Piazza Cavour ha così respinto un ricorso della Procura di Trento contro il non luogo a procedere dichiarato nei confronti di un pastore sorpreso con 38,736 grammi di hashish (contenente principio attivo pari al 3,4%) da cui potevano essere ricavate 53 dosi medie giornaliere. L'assoluzione da parte del Tribunale era stata motivata per il fatto che la detenzione era volta a precostituirsi una scorta per esclusivo uso personale da utilizzare nei mesi in cui avrebbe curato la transumanza di greggi di pecore. Il procuratore di Trento insoddisfatto del verdetto aveva proposto ricorso in cassazione sostenendo che l'elevata quantita' di sostanza stupefacente superava il normale uso finalizzato all''uso personale'. La suprema Corte però, (sesta sezione penale, sentenza 12146/2009) ha respinto il ricorso sottolineando che "il giudice del merito, attenendosi a principi di diritto e con motivazione fondata sulla modalita' di detenzione delle sostanze stupefacenti, ha valutato come plausibile la tesi difensiva di precostituzione di scorta per uso personale" da parte del pastore, "abituale assuntore di droghe leggere, al fine di consumo personale nel lungo periodo di permanenza solitaria in campagna e in montagna dove dove recarsi per le attivita' connesse alla transumanza di greggi di pecore". L'associazione nazionale pastori ha dichiarato la propria soddisfazione per la sentenza.
"In effetti - afferma - le condizioni di un pastore in transumanza sono davvero difficili. Per non parlare delle condizioni precarie e del clima in cui si trovano a dover vivere anche per lunghi periodi". Ecco perche' "c'e' chi fuma, chi beve, chi mangia e chi dorme. In fondo, anche facendosi le 'canne' non si fa male a nessuno. E' solo un modo per spezzare la solitudine".
(23/03/2009 - Roberto Cataldi)
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