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Ddl anti-corruzione: raggiunto l'accordo. In allegato la rassegna stampa

Ecco in breve i passaggi chiave del ddl anti-corruzione su cui il 5 febbraio 2015 è stata raggiunta l'intesa in maggioranza
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Ecco in breve i passaggi chiave del ddl anti-corruzione su cui il 5 febbraio 2015 è stata raggiunta l'intesa in maggioranza e il cui testo sarà sottoposto al voto del Parlamento.

Innanzitutto è stata esclusa la procedibilità a querela ed è stata estesa a tutte le fattispecie la procedibilità d'ufficio. Quanto all'entità della pena, il minimo edittale è portato a sei anni di reclusione mentre la pena massima è stata portata a dieci anni di detenzione. Tra le pene accessorie, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione viene innalzato ad un massimo di cinque anni.

La concussione per induzione compiuta da chi abusa delle sue qualità e dei suoi poteri per indurre un'altra persona a dare o promettere indebitamente denaro o altra utilità verrà punita con la pena della reclusione fino ad un massimo di dieci anni.

Il profilo premiale per i corrotti che collaborano con la giustizia si sostanzia in una riduzione di pena, da un minimo di un terzo della pena ad un massimo di metà.

È stato raggiunto l'accordo anche per eliminare la non punibilità del falso in bilancio quando riguarda una percentuale fino al cinque per cento. L'obiettivo è quello di restringere l'area di non punibilità, facendo però salvo il principio della valutazione e ponderazione della rilevanza del fatto da un lato e della dimensione dell'impresa che commette questo tipo di illecito dall'altro.

Ecco la rassegna stampa:

(06/02/2015 - G.C.)
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