Cos'è il reato di concussione, come è punito e quali elementi lo caratterizzano. Guida legale con approfondimenti sulle differenze con altri reati
uomo affari che prende soldi per concussione

La concussione è il reato commesso dal pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità.

La sua disciplina è dettata dall'articolo 317 del codice penale.

Concussione: la disciplina

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Tale articolo, in particolare, stabilisce che:

"Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da sei a dodici anni".

Cos'è la concussione

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La concussione, pertanto, è una fattispecie delittuosa che può essere commessa solo da un soggetto che riveste la qualità di pubblico ufficiale e che per tale ragione si configura, tecnicamente, come reato proprio.

Dal punto di vista oggettivo, invece, essa è rappresentata da un comportamento che consiste nel farsi dare o nel farsi promettere denaro o altro vantaggio, anche non patrimoniale, abusando della propria posizione.

La ratio che ispira la rilevanza penale della condotta è quella di protezione del buon andamento della pubblica amministrazione.

Concussione: procedibilità e competenza

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Il reato di concussione è procedibile d'ufficio e non necessita, quindi, di una querela di parte. La competenza a decidere è del tribunale collegiale.

Dal punto di vista strettamente procedurale, si evidenzia che l'arresto è facoltativo e il fermo è consentito.

Concussione: la pena

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La pena prevista per il reato di concussione è quella della reclusione da sei a dodici anni.

In forza di quanto stabilito dall'articolo 32 quater del Codice penale, per il colpevole di concussione è poi prevista l'applicazione della pena accessoria della incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.

Elemento soggettivo del reato

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L'elemento soggettivo richiesto per la configurazione del reato è rappresentato dal dolo generico, ovverosia dalla coscienza e dalla volontà di porre in essere la condotta criminosa.

Non è rilevante la colpa.

Il tentativo

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Sebbene la concussione sia un reato di cooperazione con la vittima, in cui il comportamento di questa risulta fondamentale per la configurabilità della fattispecie, il tentativo è comunque ammesso e, quindi, penalmente rilevante.

La giurisprudenza, in particolare, ritiene a tal fine sufficiente che il pubblico ufficiale abbia posto in essere atti idonei in astratto a ingenerare nella vittima il metus publicae potestatis, ovverosia il timore del pubblico potere che può portare il soggetto passivo in uno stato di soggezione. La refrattarietà della vittima a intimorirsi, insomma, non esclude il reato, ma per la configurabilità del tentativo è necessaria l'oggettiva efficacia intimidatoria della condotta.

Concussione: la condotta

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Chiariti gli aspetti essenziali del reato di concussione, approfondiamo alcuni aspetti della condotta sanzionata.

L'abuso

L'abuso, in particolare, è lo strumento attraverso il quale l'agente pubblico innesca il processo causale che conduce all'evento desiderato.

Esso può avere ad oggetto sia le sue qualità che i suoi poteri.

Nel primo caso non è sufficiente che il pubblico ufficiale si limiti a dichiarare o sfoggiare la propria qualità: per aversi una condotta penalmente rilevante, infatti, è necessario che il far valere tale qualità sia comportamento volto esclusivamente ad assumere un'efficacia psicologicamente motivante del soggetto passivo, idonea a fargli compiere prestazioni non dovute.

L'abuso dei poteri, invece, si configura allorquando il pubblico ufficiale li utilizzi quando in realtà non dovrebbe o dovrebbe farlo in maniera differente.

La costrizione

La costrizione del pubblico ufficiale (altro elemento che va a comporre la modalità della condotta sanzionata) si concretizza nel compimento di un atto o di un comportamento del proprio ufficio, strumentalizzato per perseguire illegittimi fini personali.

Alla sua base c'è una coercizione psichica della vittima, mediante prospettazione di un male ingiusto.

Concussione: differenze con altri reati

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Le caratteristiche del reato di concussione lo rendono affine ad altre fattispecie delittuose, dalle quali deve tuttavia tenersi ben separato.

Concussione e induzione indebita

Innanzitutto, la concussione è in parte simile all'induzione indebita (cd. concussione per induzione), che si configura quando un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio abusa della sua qualità o dei suoi poteri e, così facendo, induce un altro soggetto a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità.

Fino alla riforma introdotta con la legge numero 190 del 6 novembre 2012, i due comportamenti erano puniti entrambi dall'articolo 317 c.p. e, anche per tale ragione, l'individuazione della linea di confine fra di essi è stata oggetto, negli anni, di evidenti contrasti giurisprudenziali, relativi soprattutto al rapporto tra la condotta di costrizione e quella di induzione.

Un primo orientamento, infatti, la individuava nell'intensità della condotta prevaricatrice (cfr. Cass. n. 8695/2012), un secondo sulla tipologia di danno prospettato (cfr. Cass. n. 3251/2012), un terzo sul diverso grado di intensità della pressione psicologica esercitata sui privati (cfr. Cass. n. 11794/2013).

Finalmente, con la sentenza numero 12228 del 24 ottobre 2013, le Sezioni Unite sono intervenute a dirimere il contrasto (vivo anche in dottrina), affermando che l'induzione va intesa come alterazione del processo volitivo altrui, che, pur condizionato da un rapporto comunicativo non paritario, conserva, rispetto alla costrizione, più ampi margini decisionali, che l'ordinamento impone di attivare per resistere alle indebite pressioni del pubblico agente e per non concorrere con costui nella conseguente lesione di interessi facenti capo alla pubblica amministrazione. È proprio il vantaggio indebito che -al pari della minaccia tipizzante la concussione- assurge al rango di criterio di essenza della fattispecie induttiva e che giustifica la punibilità dell'indotto.

Più precisamente, nella pronuncia del 2013 le Sezioni Unite hanno sancito che "il delitto di concussione, di cui all'art. 317 c.p. nel testo modificato dalla l. n. 190 del 2012, è caratterizzato, dal punto di vista oggettivo, da un abuso costrittivo del pubblico agente che si attua mediante violenza o minaccia, esplicita o implicita, di un danno "contra ius" da cui deriva una grave limitazione della libertà di determinazione del destinatario che, senza alcun vantaggio indebito per sé, viene posto di fronte all'alternativa di subire un danno o di evitarlo con la dazione o la promessa di una utilità indebita e si distingue dal delitto di induzione indebita, previsto dall'art. 319 quater cod. pen. introdotto dalla medesima l. n. 190, la cui condotta si configura come persuasione, suggestione, inganno (sempre che quest'ultimo non si risolva in un'induzione in errore), di pressione morale con più tenue valore condizionante della libertà di autodeterminazione del destinatario il quale, disponendo di più ampi margini decisionali, finisce col prestare acquiescenza alla richiesta della prestazione non dovuta, perché motivata dalla prospettiva di conseguire un tornaconto personale, che giustifica la previsione di una sanzione a suo carico".

Concussione e corruzione

Apparentemente affine al reato di concussione è anche il reato di corruzione per l'esercizio della funzione, che trova la propria disciplina nell'articolo 318 c.p.. Tale norma, in particolare, punisce il pubblico ufficiale che, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, riceve indebitamente, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità, o ne accetta la promessa, sanzionandolo con la reclusione da uno a cinque anni.

La differenza tra le due fattispecie, però, è netta.

Mentre il reato di concussione è connotato dall'abuso costrittivo del pubblico ufficiale, attuato mediante minaccia, esplicita o implicita, di un danno da cui deriva una grave limitazione della libertà di autodeterminazione del destinatario, la corruzione è caratterizzata da un accordo liberamente e consapevolmente concluso, su un piano di sostanziale parità, tra un privato e un funzionario pubblico verso un comune obiettivo illecito.

Secondo la Corte di Cassazione, ai fini della differenziazione della fattispecie di concussione da quella di corruzione propria, costituisce elemento decisivo l'atteggiamento del pubblico ufficiale agente e del suo interlocutore privato e, dunque, il tipo di rapporto che si stabilisce tra i due. Infatti, mentre nella corruzione le rispettive volontà si incrociano su un piano sostanzialmente paritario, nella concussione il pubblico ufficiale sfrutta la propria autorità e il proprio potere funzionale per coartare o condizionare la volontà del soggetto, facendo capire a questi che non dispone di alternative ad una arrendevole adesione alle sue ingiuste richieste, così che lo stato volitivo del privato è scandito dalla sensazione di essere sottomesso alla predominante, e come tale percepita, volontà del pubblico ufficiale.

Concussione e truffa aggravata

La concussione va tenuta distinta, poi, dalla truffa aggravata: tale secondo reato, infatti, si configura quando la determinazione della volontà del soggetto passivo è influenzata dalla qualità o dalla funzione del pubblico ufficiale solo in maniera accessoria, mentre la convinzione vera e propria a compiere un certo comportamento avviene tramite artifici o raggiri.

Nella concussione, invece, l'unico elemento determinante della volontà del soggetto passivo è rappresentato dalla costrizione mediante abuso della qualità o dei poteri del pubblico ufficiale.

La concussione ambientale

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Un cenno va fatto, infine, alla concussione ambientale.

Si tratta di una fattispecie elaborata dalla giurisprudenza per designare quella peculiare fattispecie concussiva in cui il pubblico agente non pone in essere una condotta direttamente induttiva nei confronti del privato, ma tiene un contegno volto a rafforzare nello stesso -attraverso comportamenti suggestivi, ammissioni o silenzi- la convinzione di dover effettuare l'illecita dazione o promessa, sulla scorta di una prassi consolidata nell'ambiente di riferimento.

Secondo una consolidata giurisprudenza di legittimità, il delitto di concussione ambientale non può intendersi ravvisabile nell'ipotesi in cui il privato inscrive il suo personale contegno nell'ambito di un sistema in cui il mercimonio delle funzioni pubbliche e la prassi di remunerazioni tangentizie siano costanti. In circostanze siffatte, invero, manca e si dissolve lo stato di soggezione del privato, che dal canto suo mira a garantirsi vantaggi illeciti avvalendosi dei meccanismi criminosi della prassi deviata, in tal modo rendendosi esso stesso protagonista del sistema illegale. Qualora, dunque, il rapporto illecito tra pubblico ufficiale e privato si sia sviluppato su un piano di sostanziale parità, l'episodio criminoso deve ricondursi nell'ambito della corruzione propria.

Giovanna Molteni
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(14/02/2020 - Giovanna Molteni) Foto: 123rf.com
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