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Primo si al single che vuole adottare

Il Tribunale di Perugia, con una sentenza che per la prima volta ha detto si alle adozioni da parte di single, ha concesso a una giovane donna di adottare un ragazzo di quindici anni che viveva in un orfanotrofio a Cernobyl. In una breve vacanza in Umbria il ragazzo aveva incontrato quella che sarebbbe stata la sua futura mamma adottiva ed ha deciso di restare. Un tempo i bambini venivano lasciati nella "ruota" della porta di una chiesa o di un monastero, oggi c'è anche chi li lascia in qualche cassonetto o davanti un supermercato: tempi che cambiano...! Certo trovare una donna che ha il coraggio di affrontare la burocrazia per dare il suo affetto a un ragazzo orfano suscita stupore e commozione. Sta di fatto che il problema dei bambini non desiderati, abbandonati oppure orfani, e con esso la necessità di trovare loro una "sistemazione", è sempre esistito e continua a proporsi tal volta in forme forse più drammatiche. Tuttavia l'ottica con la quale l'adozione è stata affrontata ha assunto diverse angolazioni soprattutto in relazione ai differenti contesti storici e socio - culturali di riferimento. In passato erano quasi sempre i religiosi a impegnarsi per trovare un nucleo familiare che potesse accogliere i bambini orfani o abbandonati. La loro cura e il loro sostentamento erano considerate attività di beneficenza scevre da ogni dovere di carattere istituzionale o privato. Oggi invece si è sempre più affermata l'esigenza di garantire il preminente interesse del minore e la tutela dei suoi bisogni. L'adozione si è così trasformata in un vero e proprio diritto del minore alla famiglia. Tutti noi dobbiamo sapere che la perdita delle figure genitoriali rappresenta un evento drammatico che, per quanto possibile, deve essere evitato. Eppure la legge ancora oggi pone molteplici limitazioni all'adozione dei minori. Il primo passo per chi intende ottenere l'adozione consiste nel presentare domanda preso il Tribunale dei minori. Ma questa possibilità, fino ad ora, era stata riconosciuta solo alle coppie "regolarmente" sposate. E' indubbio che il legislatore dovrebbe riconsiderare il concetto di famiglia, di nucleo familiare, specie perché esso sta cambiando radicalmente e in maniera sempre più evidente nella coscienza sociale.
C'è da augurarsi insomma che la legge, in una materia così delicata, sappia innanzitutto riconoscere il diritto del minore ad avere accanto a sé persone che lo amano e lo aiutano nella crescita, indipendentemente dal proprio stato civile.
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(06/12/2003 - Roberto Cataldi)
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