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La separazione consensuale

La separazione dei coniugi

Che cosa è la separazione consensuale

La separazione consensuale è lo strumento che la legge mette a disposizione dei coniugi che intendono separarsi di comune accordo e che hanno perciò stabilito insieme i diritti spettanti a ognuno riguardo il patrimonio, l'assegno di mantenimento per il coniuge più debole e i figli, l'affidamento della prole e l'assegnazione della casa coniugale.

L'accordo viene stipulato in privato generalmente con l'assistenza di un avvocato, ma per divenire efficace deve essere omologato dal Tribunale con apposito provvedimento.

In questa pagina: Che cosa | Come si propone la domanda | La competenza | La fase presidenziale | L'omologazione | La revisione delle condizioni | La riconciliazione | Fac-simile di un ricorso

Si tratta sicuramente della forma di separazione legale privilegiata dall’ordinamento perché attraverso la separazione consensuale, la decisione di marito e moglie di separarsi viene suggellata da un accordo formale che investe tutti gli aspetti coinvolti (diritti patrimoniali, mantenimento del coniuge e dei figli, diritti di visita etc...)

Tale tipologia di separazione è sicuramente preferibile non solo per l’immaginabile minore conflittualità che si viene normalmente ad instaurare fra le parti (peraltro con notevoli riflessi positivi anche in merito ai rapporti con gli eventuali figli), ma anche perché presenta forme procedurali decisamente più snelle e rapide. La procedura di separazione consensuale, infatti, inizia con il deposito di un ricorso presso la Cancelleria del Tribunale ove almeno una delle parti ha la residenza o il domicilio.

L’organo competente potrà, così, formare il fascicolo d’ufficio, nel quale saranno raccolti, oltre al ricorso stesso, anche tutti i documenti che i coniugi hanno ritenuto opportuno allegare. Conclusi tali adempimenti, il Presidente del Tribunale fisserà l'udienza alla quale devono comparire personalmente i coniugi, principalmente allo scopo di esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione dei coniugi.

Il Presidente del Tribunale, a tal fine, ascolterà i due coniugi, prima separatamente e poi congiuntamente, come previsto dall'articolo 708 del codice di procedura civile; in questa sede, inoltre, il Presidente potrà adottare gli eventuali provvedimenti che riterrà necessari ed urgenti e da tale momento inizia a decorrere il termine di tre anni per poter richiedere il divorzio.

Nel caso in cui si raggiunga la conciliazione, viene redatto un apposito verbale e la procedura di separazione ha termine. Qualora, invece, le parti persistano nella volontà di separarsi, il Presidente procede all'emanazione del decreto di omologazione delle condizioni indicate nel ricorso.

Ma ora vediamo schematicamente alcuni passaggi:

 

Come si propone la domanda di separazione consensuale

Una volta che i due coniugi hanno trovato il completo accordo per ciò che concerne la loro separazione devono presentare un ricorso presso la Cancelleria del Tribunale indirizzandolo al Presidente dello stesso. Il ricorso deve contenere tutti i termini dell'accordo raggiunto, vanno allegati tutti i documenti che vengono richiesti per la procedura e in esso deve comparire la richiesta di fissazione dell'udienza per la comparizione di entrambe le parti. 

Entro cinque giorni dal ricevimento del ricorso il Presidente è tenuto a stabilire la data dell'udienza in cui esaminerà il caso.

 

La competenza sulla domanda di separazione consensuale

La domanda di separazione si propone secondo i criteri dettati dall'art. 706 del codice di procedura civile e quindi, in primo luogo, la domanda va proposta al tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi.

Si tratta di norme di carattere generale previste anche per la separazione giudiziale. La norma dispone infatti che in mancanza dell'ultima residenza comune, il ricorso di può proporre al tribunale del luogo in cui il coniuge convenuto ha la residenza o il domicilio.

NB: Se il coniuge convenuto è residente all'estero, o risulti irreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente, e, se anche questi è residente all'estero, a qualunque tribunale della Repubblica.


La fase presidenziale

Dopo un esame sommario del ricorso presentato, il Presidente del Tribunale fissa la data dell'udienza a cui dovranno presenziare entrambi i coniugi personalmente

Le parti saranno assistite dai propri difensori ma in questa fase resta predominante il ruolo delle due parti.

Il Giudice, infatti,  sentirà direttamente i coniugi dopo di che farà loro sottoscrivere  il verbale d'udienza il realizzerà a vivere separati.

Durante l'udienza presidenziale il magistrato deve innanzitutto appurare se sia possibile che i due coniugi possano addivenire a una conciliazione. Una volta stabilito che è impossibile riappacificare le parti viene redatto un verbale di udienza che indica che le parti sono decise a separarsi e riporta il contenuto dell'accordo che i due coniugi hanno stipulato.

Il fascicolo viene quindi trasmesso al collegio che dovrà emettere i provvedimenti di omologa.

 

L'omologazione

Terminata la fase presidenziale, l'accordo che i due coniugi hanno stipulato viene sottoposto al giudizio collegiale dei magistrati, chiamato giudizio di omologazione. Nel caso dal matrimonio sia nati figli che sono ancora minori l'accordo viene sottoposto anche al Pubblico Ministero perché apponga il suo visto.

 

La revisione delle condizioni di separazione

Il contenuto dell'accordo di separazione consensuale può essere modificato anche dopo l'omologazione e ciò può avvenire se intervengono nuove circostanze di fatto che la giustificano (è il caso ad esempio in cui sono cambiate le condizioni economiche di una delle parti).

La domanda può essere proposta da un singolo coniuge o da entrambi e si possono modificare o revocare sia i provvedimenti che dispongono sugli aspetti economici sia quelli relativi all'affidamento dei figli.

 

La riconciliazione

Il fatto che l'accordo di separazione consensuale sia stato omologato non impedisce che le due parti si possano riconciliare in qualsiasi momento. La riconciliazione ha l'effetto di far cessare la separazione legale.

In sostanza la legge ha voluto prendere in considerazione  quella situazione di fatto che va a costituire una ripresa della convivenza ed una volontà di ricomporre il rapporto coniugale.


Formula per la presentazione di un ricorso per la separazione consensuale

Una formula per la presentazione del ricorso con l'indicazione della documentazione necessaria per il deposito disponibile nella sezione dei formulari giuridici a questa pagina: » Formula ricorso per la separazione consensuale.

« La separazione "di fatto" Il decreto di omologazione »
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