Elementi della responsabilitÓ ex art. 2043 c.c.

Gli elementi che devono necessariamente ricorrere affinchÚ il danneggiato sia legittimato ad esperire l'azione ex art. 2043 c.c. sono, oltre alla colpevolezza (che caratterizza tale figura rispetto alle forme di responsabilitÓ c.d. indiretta ovvero oggettiva), il fatto materiale e l'ingiustizia del danno.

Per quanto concerne l'elemento soggettivo, l'atteggiamento psicologico del danneggiante Ŕ di tipo doloso, se ha agito con l'intenzione di cagionare l'evento dannoso, mentre Ŕ riscontrabile solo la colpa, allorchÚ, pur non prefiggendosi il risultato lesivo in realtÓ verificatosi, ha violato il dovere di diligenza, cautela o perizia nei confronti dei terzi. Si ricorda, comunque, che, ai fini dell'imputabilitÓ, il danneggiante deve essere capace di intendere e di volere al momento in cui ha commesso il fatto.

In merito al fatto materiale, Ŕ da precisare che tale espressione abbraccia non solo l'evento dannoso, ma anche il comportamento umano, commissivo od omissivo che sia, causa del risultato lesivo. Tra la condotta dell'agente e il danno, poi, deve sussistere un nesso di causalitÓ, tale da configurare l'evento quale conseguenza immediata e diretta del danno. Nel corso dei decenni, la dottrina ha enucleato varie teorie per offrire all'interprete criteri utili al fine di stabilire l'effettiva esistenza di detto rapporto causale. Secondo una delle impostazioni maggiormente diffuse, nota come teoria "della condicio sine qua non" il nesso di causalitÓ Ŕ riscontrabile solo allorchÚ, senza quel comportamento umano, il danno non si sarebbe verificato. Autorevole dottrina precisa, inoltre, che sono da ricondurre a una data condotta solo quegli effetti negativi che conseguono a comportamenti di quel tipo e al ricorrere di quelle circostanze, secondo una legge statistico-probabilistica (c.d. criterio della causalitÓ adeguata).

Per quanto riguarda il requisito dell'ingiustizia del danno, Ŕ da reputarsi realmente "ingiusto" solo il danno che si concretizza nella lesione di una situazione soggettiva meritevole di tutela e, quindi, protetta dall'ordinamento con il divieto del neminem laedere, tenuto conto dei principi e della scala di valori accolti dall'ordinamento in un dato momento storico. Proprio in ossequio alla progressiva tendenza ad allargare il raggio delle situazioni soggettive oggetto di tutela, recentemente sono state incluse nel novero delle posizioni garantite dall'art. 2043 c.c. anche una serie di fattispecie che, prima, la dottrina faticava a ricomprendere. A titolo di esempio, si pensi in proposito al diritto alla privacy, all'identitÓ personale, alla salute e perfino alla salubritÓ dell'ambiente (sull'ultimo caso menzionato, si veda la celebre sentenza della Corte Costituzionale n. 641/1987). Costituisce manifestazione evidente di tale ampliamento delle situazioni tutelate dalla norma citata anche la pronuncia della suprema Corte (Cass. Civ., Sezioni Unite, sentenza n. 500/1999), in base alla quale sono risarcibili, a certe condizioni, perfino gli interessi legittimi. Da ci˛ deriva che, quando una Pubblica Amministrazione, mediante l'emanazione di un atto illegittimo, posto in essere con dolo o colpa, provoca un danno ingiusto a terzi, il giudice potrÓ condannarla a risarcire i danni ex art. 2043 c.c..

Le uniche circostanze, definite tecnicamente "scriminanti", in grado di convertire in legittimo il comportamento pregiudizievole, cancellandone, cosý, la sua apparente antigiuridicitÓ, sono la "legittima difesa" e lo "stato di necessitÓ". La prima ricorre allorchÚ il danno Ŕ stato prodotto per esservi stati costretti dalla necessitÓ di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, mentre si pu˛ invocare lo stato di necessitÓ, ogni qual volta la condotta lesiva Ŕ stata determinata dalla necessitÓ di salvare sÚ od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona.

« Concorso tra i due tipi di responsabilitÓ La responsabilitÓ indiretta (o "per fatto altrui") »
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
Arricchisci questa pagina con un tuo commento:
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss