La responsabilitÓ oggettiva

In funzione del fine ultimo dell'attuale disciplina in materia di responsabilitÓ civile, di tipo riparatorio, il codice civile ha introdotto anche varie ipotesi in cui, per l'imputazione di responsabilitÓ, si prescinde dalla colpa

La c.d. "responsabilitÓ oggettiva" Ŕ una figura che implica l'esistenza del solo nesso causale

Da tale presupposto deriva che il danneggiante risponde del danno cagionato come conseguenza immediata e diretta della propria condotta

L'unica possibilitÓ che l'agente ha per liberarsi dalla responsabilitÓ Ŕ quella di dimostrare l'assenza del rapporto di causalitÓ tra la condotta e l'evento

Il fondamento dell'individuazione di un regime di responsabilitÓ cosý rigoroso Ŕ la constatazione che, nell'attuale assetto socio-economico, molteplici sono le fonti di pericolo (basti pensare alle tecnologie sempre pi¨ avanzate e invasive). A fronte di un simile contesto, in certe situazioni, Ŕ parso troppo gravoso far ricadere sul danneggiato la difficile prova di una specifica colpevolezza dell'agente

In definitiva, la dottrina pi¨ moderna ritiene che le ipotesi di responsabilitÓ oggettiva siano volte proprio a garantire al soggetto leso una tutela soddisfacente anche qualora non riesca a provare la colpa del danneggiante (ad esempio la ditta produttrice di un bene difettoso) e, per alcuni Autori, perfino quando tale colpa non esiste affatto. 

Tra i principali casi di responsabilitÓ oggettiva, possiamo ricordare la responsabilitÓ per danni cagionati da cose in custodia; in base all'art. 2051 c.c., ciascuno Ŕ responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, a meno che riesca a provare il caso fortuito

Del tutto analoga Ŕ la disciplina prevista dalla disposizione successiva in tema di responsabilitÓ per i danni cagionati da animali, che incombe sul proprietario o su chi se ne serve, anche qualora l'animale fosse fuggito o smarrito.

Anche la responsabilitÓ ex art. 2048 cc  ossia la responsabilitÓ dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d'arte per i danni cacionati dai minori viene considerata una responsabilitÓ oggettiva. (Vedi anche: La responsabilitÓ scolastica per l'infortunio dell'alunno e per i danni provocati dall'alunno)

Molto importante Ŕ la responsabilitÓ per i danni cagionati dalla rovina degli edifici; secondo l'art. 2053 c.c., il proprietario pu˛ liberarsi solo provando che la rovina non Ŕ dovuta a difetto di manutenzione o a difetto di costruzione.

In giurisprudenza si fa ampio ricorso anche all'ipotesi di cui all'art. 2050 c.c., relativo alla responsabilitÓ per l'esercizio di attivitÓ pericolose. Questo prevede che chiunque, nello svolgimento di un'attivitÓ pericolosa (per sua natura o per i mezzi utilizzati), cagiona ad altri un danno ingiusto, Ŕ ritenuto responsabile a meno che provi di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

Un utilizzo particolarmente diffuso nella prassi, infine, Ŕ riservato all'art. 2054 c.c., che regola la responsabilitÓ per i danni prodotti dalla circolazione dei veicoli senza guida di rotaie (in primis, ovviamente, le autovetture). Ebbene, il conducente Ŕ obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o cose dalla circolazione, a meno che provi di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, dimostrando, in aderenza alla consolidata impostazione giurisprudenziale, che l'evento si Ŕ verificato esclusivamente per causa imputabile al danneggiato o a un terzo, o per caso fortuito o forza maggiore. In caso di scontro tra veicoli, poi, Ŕ stata introdotta la presunzione in base alla quale, fino a prova contraria, ciascuno dei conducenti ha concorso nella stessa misura a cagionare il danno. Per quanto concerne il proprietario, costui risponde solidalmente con il conducente, salvo che riesca a provare che la circolazione del veicolo Ŕ avvenuta contro la sua volontÓ.

ź La responsabilitÓ indiretta (o "per fatto altrui")  
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