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Il permesso di soggiorno

A chi rivolgersi per ottenerlo, i documenti da allegare e il termine di validità
Permesso di soggiorno
In questa pagina:
  1. A chi rivolgersi per ottenere il permesso di soggiorno?
  2. Documenti necessari
  3. Durata del permesso di soggiorno
  4. Permesso di soggiorno per motivi di lavoro
  5. Permesso di soggiorno per motivi di studio
  6. Permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare
  7. Conversione del permesso di soggiorno
  8. Permesso di soggiorno elettronico
  9. Vittime di violenza
  10. Riduzione o mantenimento in schiavitù
  11. Approfondimenti vari sul permesso di soggiorno

Il permesso di soggiorno è quel documento che permette ai cittadini residenti in paesi terzi rispetto a quelli dell'Unione Europea e agli apolidi di soggiornare in Italia per un periodo superiore a tre mesi. Esso va richiesto entro otto giorni dal primo ingresso nel nostro paese.

La normativa che regolamenta il permesso di soggiorno è rintracciabile nel decreto legislativo numero 286 del 25 luglio 1998 e nel relativo regolamento di attuazione contenuto nel d.p.r. numero 179 del 14 settembre 2011.

A chi rivolgersi per ottenere il permesso di soggiorno?

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Il permesso va richiesto, per regola generale, al Questore della provincia in cui lo straniero intende soggiornare.

In determinati casi, in virtù dell'apposita convenzione stipulata tra Poste Italiane S.p.A. e il Ministero dell'Interno, la richiesta può essere validamente presentata anche agli uffici postali abilitati.

Rientrano in tali ipotesi, ad esempio (e non solo), i casi di permesso di soggiorno richiesti per motivi di adozione, affidamento, missione, motivi religiosi o ricerca scientifica.

Documenti necessari

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Quando si intende richiedere il permesso di soggiorno è necessario presentare, ovviamente, l'apposito modulo di richiesta.

Ad esso vanno allegati una fotocopia del passaporto o di altro documento di viaggio equivalente, in corso di validità, con il relativo visto di ingresso se richiesto (tale documento va portato anche in originale), quattro foto in formato tessera identiche tra di loro, un contrassegno telematico di importo pari a sedici euro e l'attestazione di versamento del contributo necessario, compreso tra ottanta e duecento euro.

In particolare, il contributo ammonta a ottanta euro nel caso di permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi ma inferiore o pari a un anno, a cento euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno ma inferiore o pari a due anni e a duecento euro per i permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo e per i permessi di soggiorno richiesti da dirigenti o personale altamente specializzato di società che hanno la sede o le filiali in Italia o di uffici di rappresentanza di società estere che hanno la sede principale di attività nel territorio di uno Stato membro dell'Organizzazione mondiale del commercio o da dirigenti di sedi principali in Italia di società italiane o di società di altro Stato membro dell'Unione europea.

Il contributo non è tuttavia richiesto quando il permesso di soggiorno è rilasciato o rinnovato per asilo, per richiesta di asilo, per protezione umanitaria, per protezione sussidiaria, quando lo straniero o l'apolide sono minori, quando l'ingresso è necessario per ricevere cure mediche o per accompagnare chi le debba ricevere, quando ad essere richiesto è l'aggiornamento o la conversione di un permesso di soggiorno in corso di validità.

Per il rilascio dei diversi tipi di permesso di soggiorno sono poi richiesti eventuali ulteriori specifici documenti.

Durata del permesso di soggiorno

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Il permesso di soggiorno ha la medesima validità prevista per il visto di ingresso.

Più nel dettaglio, esso può essere rilasciato fino a sei mesi nel caso di lavoro stagionale, estensibile a nove mesi per i settori che lo richiedano.

Nel caso di frequenza di un corso di studio o di formazione professionale, previa necessaria documentazione, il permesso di soggiorno può essere rilasciato per una durata che arriva fino a un anno.

Infine, la validità può essere estesa sino a due anni in caso di lavoro autonomo, lavoro subordinato a tempo indeterminato e ricongiungimento familiare.

Permesso di soggiorno per motivi di lavoro

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Nell'individuare il permesso di soggiorno del quale si ha bisogno occorre considerare che il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, sia subordinato che autonomo, può essere utilizzato anche per altre attività.

In particolare, se esso è rilasciato per lavoro subordinato permette anche l'esercizio di lavoro autonomo e di attività lavorativa in qualità di socio lavoratore di cooperative e la frequenza di corsi di studio.

Il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro autonomo, dal canto suo, permette di esercitare attività di lavoro subordinato, seppur previa iscrizione nelle liste di collocamento o previa comunicazione alla Direzione provinciale del lavoro fatta dal datore di lavoro nel caso in cui il rapporto sia in corso. Anche esso permette poi la frequenza di corsi di studio.

Permesso di soggiorno per motivi di studio

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Il permesso di soggiorno per motivi di studio, invece, permette di svolgere anche delle attività lavorative, seppur con particolari limiti.

E' infatti possibile lavorare per massimo 20 ore settimanali, seppur cumulabili, entro il tetto massimo di 1.040 ore annuali, per 52 settimane.

Permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare

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Venendo, infine, al permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare, esso consente anche l’esercizio di attività lavorativa, sia in forma autonoma che in forma subordinata. 

Conversione del permesso di soggiorno

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In alcuni casi, però, il permesso di soggiorno che si possiede non basta più. Se ciò accade, è possibile richiedere la sua conversione.

Tale ipotesi si verifica, in particolare, quando si modificano radicalmente le motivazioni alla base del suo rilascio: un caso frequente è quello che porta alla richiesta di conversione del permesso di soggiorno per motivi di studio in permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo.

A tal proposito, e con particolare riferimento ai casi in cui sia chiesta la conversione in permesso di soggiorno per lavoro autonomo, si segnala che lo straniero che la voglia ottenere deve dimostrare, innanzitutto, di disporre di risorse adeguate ad esercitare l'attività che intende intraprendere. Egli deve dimostrare, poi, di disporre di un alloggio e di un reddito annuo che provenga da fonti lecite e sia superiore a 8.500 euro (ovverosia alla soglia minima che la legge richiede per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria). Infine, è necessario dare prova di essere in possesso dei requisiti che la legge italiana richiede per l'esercizio dell'attività di lavoro autonomo che si intende esercitare.

Venendo, invece, ai casi in cui sia chiesta la conversione in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, lo straniero deve dare prova di aver conseguito in Italia un titolo di studio universitario e di essere in possesso di un permesso di soggiorno per motivi di studio ancora valido. Occorre poi allegare alla domanda una cospicua documentazione, comprensiva tra le altre cose della dichiarazione con la quale il datore di lavoro attesta la volontà di assumere lo straniero (corredata dell indicazioni relative al contratto, al livello, alla mansione, alla durata del rapporto di lavoro e all'orario di lavoro settimanale che saranno applicati), della fotocopia del documento di identità del datore di lavoro e dell'ultima dichiarazione dei redditi firmata in originale e dell'ultimo bilancio dell’azienda corredati, rispettivamente, della ricevuta di deposito all’Agenzia delle entrate e della ricevuta di deposito al registro delle imprese.

Permesso di soggiorno elettronico

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A partire dal 11 dicembre 2006 il formato del permesso di soggiorno è quello elettronico.

Oggi, infatti, tale documento è rappresentato da una smart card, dotata di chip, nella quale è riportata una serie di indicazioni volta a garantire la sicurezza e l'effettiva regolarità del soggiorno (generalità, codice fiscale e foto del soggiornante, generalità degli eventuali figli, numero e tipologia del documento, data di emissione e di validità, motivi del soggiorno).

Si precisa che i figli dei richiedenti che non abbiano ancora compiuto quattordici anni vanno inseriti nel titolo di soggiorno dei genitori.

Essi, poi, vengono dotati di una smart card che non è altro che un semplice allegato di quella di uno dei genitori, in quanto nella stessa sono sì riportate le foto e le generalità del minore, ma il numero e la scadenza sono quelli del permesso di soggiorno del genitore.

I figli minorenni che, tuttavia, abbiano già compiuto i quattordici anni sono invece muniti di permesso di soggiorno individuale. 

Vittime di violenza

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Infine si segnala che, con decreto legge numero 93 del 14 agosto 2013 è stata introdotta nel nostro ordinamento una particolare tipologia di permesso di soggiorno: quello per le vittime di violenza, rilasciato per consentire a tali soggetti di liberarsi dai soprusi.

La competenza a rilasciare un simile permesso è del questore, previo parere favorevole o su proposta dell'autorità giudiziaria, nei casi in cui siano accertate delle situazioni di violenza o abuso nei confronti di uno straniero durante delle operazioni di polizia o delle indagini della magistratura per uno dei delitti commessi sul territorio nazionale in ambito di violenza domestica, con conseguente pericolo concreto e attuale per l'incolumità della vittima.

Il questore provvede al rilascio anche quando le situazioni di violenza o abuso emergano dagli interventi assistenziali dei servizi sociali specializzati nell'assistenza delle vittime di violenza o dai centri antiviolenza.

Dal lato opposto, invece, si prevede la revoca del permesso di soggiorno allo straniero condannato per il reato di violenza domestica.

Riduzione o mantenimento in schiavitù

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Il permesso di soggiorno speciale per le vittime di violenza, con il decreto legislativo numero 24/2014, è stato esteso anche alle vittime dei reati di riduzione e mantenimento in schiavitù e di tratta degli esseri umani.

Guida aggiornata a dicembre 2016

Valeria Zeppilli

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