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Le radici normative della famiglia di fatto

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Le radici normative della famiglia di fatto

La famiglia di fatto affonda la propria ragion d'essere - di centro di imputazione di interessi meritevole di tutela da parte dell'ordinamento – sicuramente nella Costituzione: all'art. 2, in quanto attraverso di essa la persona umana può validamente realizzare la propria personalità in modi consentiti dall'ordinamento giuridico (in questo senso la famiglia di fatto assume i connotati di “formazione sociale”); all'art. 3 con particolare riguardo al concetto di “dignità e solidarietà sociale”. In quest'ottica dunque la famiglia di fatto si presenta come una forma di aggregazione sociale idonea ad esprimere concetti, costituzionalmente tutelati, alla base di ogni ordinamento civile contemporaneo.

Ad oggi, tuttavia, manca ancora nell'ordinamento italiano una regolamentazione organica di tale fenomeno giuridico: il legislatore è intervenuto solo in modo frammentario in diversi contesti giuridici, sia penali che civili (ad esempio, in materia di edilizia residenziale pubblica, di tutela della maternità e della paternità, di adozione ed affidamento dei minori) e tale vuoto normativo è soltanto in parte colmato dalla giurisprudenza, che spesso interviene interpretando ed adattando norme valide per il matrimonio – in particolare, nell'interesse dei figli - a seconda delle singole situazioni prospettate nel caso concreto.

E' tuttavia auspicabile che in un prossimo futuro si pervenga ad una razionalizzazione della normativa in materia di famiglia di fatto, introducendo apposite previsioni ad hoc sull'esempio adottato da diversi Paesi europei (si vedano, ad esempio, l'ordinamento spagnolo, svizzero, olandese e belga, molto permissivi e con concetti di famiglia di fatto che consentono e riconoscono anche le unioni omosessuali).

Occorre confrontarsi con le mutate concezioni che via via si sono affermate nella società moderna” poichè “ la giurisprudenza, in materia di rapporti interprersonali, ha dunque considerato la famiglia di fatto quale realtà sociale che, pur essendo al di fuori dello schema legale cui si riferisce, esprime comunque i caratteri ed istanze analoghe a quelle della famiglia strictu sensu intesa”. Così si è espressa la Corte di Cassazione penale, sezione quarta, sentenza n. 109 del 5 Gennaio 2006.

Continua: » I rapporti tra i conviventi

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