Esercizio provvisorio dell’impresa e liquidazione dell’attivo

   
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Indice di questa guida:
  1. Le procedure concorsuali
  2. Gli scopi della riforma 2006
  3. Il risanamento dell'impresa
  4. La semplificazione delle procedure
  5. Requisiti di assoggettamento al fallimento
  6. Iniziativa per la dichiarazione di fallimento
  7. L'istanza di Fallimento
  8. Aspetti procedurali del fallimento
  9. Sentenza dichiarativa di fallimento
  10. Il tribunale fallimentare
  11. Il curatore fallimentare
  12. Il comitato dei creditori
  13. Effetti del fallimento nei confronti del fallito
  14. Effetti del fallimento nei confronti dei creditori
  15. Effetti del fallimento in relazione agli atti pregiudizievoli per i creditori
  16. Effetti del fallimento sui rapporti giuridici preesistenti
  17. Esercizio provvisorio dell’impresa e liquidazione dell’attivo
  18. Distribuzione dell'attivo
  19. Pagamento, rendiconto e ripartizione finale
  20. La chiusura del fallimento
  21. Fallimento delle società
  22. Estensione del fallimento
  23. Il concordato fallimentare
  24. Il concordato preventivo
  25. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti
  26. Effetti esecuzione concordato preventivo
Altre guide legali

Il capo VI del titolo dedicato al fallimento tratta dei casi e delle procedure da seguire ai fini dell’esercizio provvisorio dell’impresa, nonché le modalità di liquidazione dell’attivo.

Sotto il primo profilo, l’art. 104 l.fall. attribuisce al tribunale, al momento dell’emissione della sentenza dichiarativa del fallimento, il potere di disporre l'esercizio provvisorio dell'impresa, anche limitatamente a specifici rami dell'azienda, se dalla interruzione possa derivare un danno grave, purché non arrechi pregiudizio ai creditori.

Sotto il secondo profilo, l’art. 104ter prevede che, entro sessanta giorni dalla redazione dell'inventario, il curatore è tenuto a predisporre un programma di liquidazione (di cui la stessa norma indica anche il contenuto minimo) da sottoporre, una volta acquisito il parere favorevole del comitato dei creditori, all'approvazione del giudice delegato. Gli artt. 105 e ss. l.fall., infine, si occupano di dettare le regole da seguire a seconda del tipo di vendita da effettuare (ad esempio dell’intera azienda o di suoi rami oppure di beni immobili ovvero di beni mobili).

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