Esercizio provvisorio dell’impresa

Indice di questa guida
Nozioni generali:
» Le procedure concorsuali
» Gli scopi della riforma 2006
» Il risanamento dell'impresa
» La semplificazione delle procedure

Il fallimento:
» Il fallimento in generale
» Requisiti di assoggettamento al fallimento
» Iniziativa per la dichiarazione di fallimento
» L'istanza di Fallimento
» Aspetti procedurali del fallimento
» Sentenza dichiarativa di fallimento
» Il tribunale fallimentare
» Il curatore fallimentare
» Il Giudice Delegato
» Il comitato dei creditori
» Effetti del fallimento nei confronti del fallito
» Effetti del fallimento nei confronti dei creditori
» Effetti sugli atti pregiudizievoli per i creditori
» Effetti sui rapporti giuridici preesistenti
» Custodia e amministrazione attività fallimentari
» Esercizio provvisorio dell’impresa
» L'accertamento del passivo
» Distribuzione dell'attivo
» Pagamento, rendiconto e ripartizione finale
» La chiusura del fallimento
» L'esdebitazione
» Fallimento delle società
» Estensione del fallimento

Il concordato preventivo
» Il concordato preventivo

Il concordato fallimentare
» Il concordato fallimentare

Gli accordi di ristrutturazione dei debiti
» Gli accordi di ristrutturazione dei debiti

La liquidazione coatta amministrativa
» La liquidazione coatta amministrativa

Vedi anche:
» L'istanza di Fallimento e i suoi effetti (di Luisa Camboni)
» Testo della legge fallimentare
Altre guide legali

La Legge Fallimentare dedica l’intero capo VI, del titolo sul fallimento, alle procedure da seguire ai fini dell’esercizio provvisorio dell’impresa, nonché alle modalità di liquidazione dell’attivo.

Sotto il primo profilo, l’art. 104 L.F., novellato dalla riforma del 2006, attribuisce al tribunale, al momento dell’emissione della sentenza dichiarativa del fallimento, il potere di disporre l'esercizio provvisorio dell'impresa, anche limitatamente a specifici rami dell'azienda, se dall’interruzione possa derivare un danno grave, purché non arrechi pregiudizio ai creditori.

Successivamente, su proposta del curatore, il giudice delegato, previo parere favorevole del comitato dei creditori, autorizza, con decreto motivato, la continuazione temporanea dell’esercizio dell’impresa, anche limitatamente a specifici rami dell’azienda, fissandone la durata.

Il curatore alla fine di ogni semestre o alla conclusione del periodo di esercizio provvisorio è tenuto a presentare in cancelleria un rendiconto dell’attività, nonché ad informare senza indugio, sia il giudice delegato che il comitato dei creditori, di eventuali circostanze sopravvenute in grado di influire sulla prosecuzione dell’esercizio stesso.

In ogni caso, se il comitato dei creditori, dietro convocazione del curatore, una volta informato sull’andamento della gestione, non ravvisi l’opportunità di continuare l’esercizio provvisorio dell’impresa, il giudice delegato ne ordina la cessazione.

Resta ferma, inoltre, la facoltà del tribunale di ordinare la cessazione dell’esercizio provvisorio in qualsiasi momento, laddove ne ravvisi l’opportunità, con decreto in camera di consiglio, non soggetto a reclamo, sentiti il curatore e il comitato dei creditori.

Il successivo art. 104-bis, aggiunto dalla riforma del 2006, disciplina, inoltre, la procedura per l’affitto dell’azienda o di singoli rami della stessa, prevedendo che, anche prima della presentazione del programma di liquidazione (ex art. 104-ter), su proposta del curatore e previo parere favorevole del comitato dei creditori, il giudice delegato autorizzi “l'affitto dell'azienda del fallito a terzi anche limitatamente a specifici rami quando appaia utile al fine della più proficua vendita dell'azienda o di parti della stessa” e comunque per una durata compatibile con le esigenze della liquidazione dei beni.

La scelta dell’affittuario viene effettuata dal curatore sulla base di stima - assicurando adeguate forme di pubblicità, massima informazione e partecipazione degli interessati - tenendo conto oltre che dell’ammontare del canone offerto anche delle garanzie prestate e dell’attendibilità del piano di prosecuzione delle attività imprenditoriali, avuto riguardo alla conservazione dei livelli occupazionali.

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