Liquidazione e distribuzione dell'attivo

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Capo VI della Legge Fallimentare, per come modificato dalla riforma del 2006, si occupa sia dell'esercizio provvisorio dell'impresa che della liquidazione dell'attivo.

A norma dell'art. 104-ter, aggiunto dal d. lgs. n. 5/2006, entro sessanta giorni dalla redazione dell'inventario, il curatore predispone un programma di liquidazione da sottoporre all'approvazione del comitato dei creditori, il quale è legittimato a proporre modifiche.

Definito “atto di pianificazione e di indirizzo in ordine alle modalità e ai termini previsti per la realizzazione dell'attivo”, il programma deve specificare, secondo l'espresso disposto del primo comma dell'art. 104-ter L.F.: “a) l'opportunità di disporre l'esercizio provvisorio dell'impresa, o di singoli rami di azienda, ai sensi dell'articolo 104, ovvero l'opportunità di autorizzare l'affitto dell'azienda, o di rami, a terzi ai sensi dell'articolo 104 bis; b) la sussistenza di proposte di concordato ed il loro contenuto; c) le azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie da esercitare e il loro possibile esito; d) le possibilità di cessione unitaria dell'azienda, di singoli rami, di beni o di rapporti giuridici individuabili in blocco; e) le condizioni della vendita dei singoli cespiti”.

Il curatore può essere autorizzato dal giudice delegato ad affidare ad altri professionisti alcune incombenze della procedura di liquidazione dell'attivo, potendo anche presentare un supplemento al piano di liquidazione.

Prima dell'approvazione del programma, inoltre, il curatore, sentito il comitato dei creditori e previa autorizzazione del giudice delegato, può procedere alla liquidazione di beni, laddove  dal ritardo possa derivare pregiudizio all'interesse dei creditori, ovvero, rinunciare ad acquisire all'attivo o a liquidare uno o più beni, se tali attività appaiono manifestamente non convenienti.

Una volta approvato, il programma è comunicato al giudice delegato che autorizza l'esecuzione degli atti ad esso conformi.

Gli artt. 105 e ss. L.F. si occupano, quindi, di dettare le regole da seguire a seconda del tipo di vendita da effettuare (ad esempio, dell'intera azienda o di suoi rami, oppure di beni e rapporti in blocco, ecc.), secondo le modalità stabilite dal successivo art. 107, mentre gli artt. 109 e ss. L.F. trattano del procedimento per la distribuzione dell'attivo che compone la massa fallimentare.

Sulla base del nuovo testo dell'art. 110 L.F., il curatore mantiene l'obbligo di presentare, secondo le scadenze prefissate, un prospetto delle somme disponibili e un progetto di ripartizione delle medesime, accantonate quelle occorrenti per la procedura.

Il giudice, dopo aver sentito il comitato dei creditori, ordina il deposito in cancelleria del progetto medesimo e provvede affinché ne abbiano conoscenza tutti i creditori.

Qualora quest'ultimi, entro il termine perentorio di quindici giorni dalla ricezione della comunicazione, non abbiano proposto reclamo contro il riparto, il giudice delegato, su richiesta del curatore, dichiara esecutivo il progetto di ripartizione. Se sono stati tempestivamente proposti reclami, il progetto di ripartizione è dichiarato esecutivo con riserva delle somme corrispondenti ai crediti oggetto di contestazione. Il provvedimento che decide sul reclamo dispone anche sulla destinazione delle somme accantonate.

L'art. 111 L.F., nella nuova versione post-riforma, si occupa di indicare l'ordine di distribuzione delle somme ricavate dalla liquidazione dell'attivo, chiarendo che queste saranno erogate, in primis, per il pagamento dei crediti prededucibili (ovvero, quelli qualificati da una specifica disposizione di legge o sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali); successivamente, per il pagamento dei crediti ammessi con prelazione sulle cose vendute secondo l'ordine assegnato dalla legge e, infine, per il pagamento dei creditori chirografari (non assistiti da una delle cause legittime di prelazione), in proporzione dell'ammontare del credito per cui ciascuno di essi fu ammesso, compresi i creditori ammessi con prelazione, qualora non sia stata ancora realizzata la garanzia, ovvero per la parte per cui sono rimasti insoddisfatti.

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