Infortunio in itinere: non sempre l'Inail è tenuto all'indennizzo

Per la Cassazione, se l'infortunio deriva dal fatto doloso del terzo, l'ente non deve sborsare nulla
Bilancia e martello tenuti in mano

di Valeria Zeppilli – E' di oggi 7 settembre la sentenza n. 17685/2015 (qui sotto allegata) con la quale la Corte di Cassazione è tornata per l'ennesima volta ad occuparsi di infortunio in itinere, sancendo che non tutti gli incidenti che coinvolgono il lavoratore nel tragitto tra la propria abitazione e il luogo di lavoro possono essere indennizzati dall'Inail.

Affinché si abbia infortunio indennizzabile è fondamentale che, oltre al requisito della c.d. occasione violenta (ovverosia rapida, esterna e concentrata in un breve arco di tempo) sussista anche il requisito dell'occasione di lavoro.

Quest'ultimo, per la Corte, deve essere inteso in senso stretto e non estendersi al caso in cui l'infortunio derivi dal fatto doloso del terzo, totalmente indipendente dall'attività lavorativa e solo casualmente coincidente, per tempo e luogo, con una fattispecie potenzialmente idonea a dare diritto all'indennizzo da parte dell'Inail.

Così, nel caso sottoposto alla loro attenzione, i giudici hanno negato che il predetto ente possa essere chiamato a indennizzare gli eredi di una donna accoltellata dal proprio convievente solo perché il fatto si è verificato nel normale tragitto dalla stessa compiuto per recarsi al lavoro e in un orario prossimo a quello di ingresso in ufficio: per poter essere indennizzato, l'infortunio deve necessariamente essere inerente l'attività lavorativa o, perlomeno, derivare dal suo esercizio.

In caso contrario, l'Inail non è tenuto a sborsare alcunché.

Stante il contrasto di giurisprudenza esistente sul punto, le spese, tuttavia, sono state compensate.

Corte di cassazione testo sentenza numero 17685/2015
Valeria ZeppilliAvv. Valeria Zeppilli - profilo e articoli
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(07/09/2015 - Valeria Zeppilli)
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