Sei in: Home » Articoli

Il datore di lavoro non può modificare il motivo di licenziamento in sede di giudizio

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza 10538 del 30 aprile 2010, ha respinto il ricorso presentato da una società per la dichiarazione di legittimità del licenziamento di una dipendente. Il provvedimento, che in ogni caso era da considerarsi nullo perchè la dipendente era incinta, era inizialmente stato intimato per giusto motivo (mancanza di commesse), e poi, solo a seguito della chiamata in giudizio, era stato trasformato in licenziamento per giusta causa (comportamento infedele del lavoratore). La sezione lavoro della Suprema Corte, ha invece affermato che, " in virtú del principio di immodificabilità del motivo del licenziamento è precluso al datore di lavoro, il quale intimi un licenziamento per giustificato motivo oggettivo (mancanza di lavoro) iinvocare in giudizio una giusta causa".
(31/05/2010 - Francesca Bertinelli)
Le più lette:
» Le aree destinate a parcheggio nel condominio
» Tassa rifiuti: va calcolata una sola volta per tutto l'immobile
» Cassazione: la telefonata registrata è una prova e può essere utilizzata in giudizio
» Autovelox: come difendersi dalle contravvenzioni illegittime
» Affido condiviso: fino a 3 anni il bambino può dormire dal padre solo ogni tanto
In evidenza oggi
Multe autovelox: dal 1° agosto potrebbero essere nulleMulte autovelox: dal 1° agosto potrebbero essere nulle
Cassazione: la telefonata registrata è una prova e può essere utilizzata in giudizioCassazione: la telefonata registrata è una prova e può essere utilizzata in giudizio
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF