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Cassazione: via dagli stadi chi inneggia contro la polizia incitando alla violenza

Linea dura della Cassazione contro i tifosi che inneggiano contro la polizia incitando alla violenza. La Corte di Cassazione, infatti, adottando una linea dura ha stabilito, senza mezzi termini, che gli stadi sono off limit per gli ultras che "contestano" duramente la le forze dell'ordine durante le partite. In casi del genere, sottolinea la Corte, dato il livello di "pericolosita' sociale" della tifoseria, oltre al Daspo il questore può obbligare il "tifoso" a presentarsi negli uffici della questura. Con la sentenza 1462/2009 la terza sezione penale della Corte ha così confermato nei confronti di un tifoso il divieto di accedere per due anni negli stadi dove si svolgono le partite di calcio disputate dalla sua squadra del cuore, con l'obbligo di presentarsi presso gli uffici della Questura al 20esimo e al 70esimo minuto della partita. Nella sentenza la Suprema Corte ha evidenziato che "le frasi oltraggiose proferite all'indirizzo delle forze di polizia ed il riferimento da lui fatto all'ispettore Raciti si inseriscono in questo contesto di protesta violenta e quindi si colorano anch'esse come "episodio di violenza". Per questo, spiega la Cassazione, impedire l'ingresso allo stadio con l'obbligo di firma in questura non è affatto un provvedimento eccessivo visto che il divieto si applica non solo nei confronti "di chi abbia preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive", ma anche nei confronti di chi "nelle medesime circostanze abbia incitato, danneggiato o indotto alla violenza".
Altre informazioni su questa sentenza
(17/01/2009 - Roberto Cataldi)
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