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Cassazione: Flirt non motivo di colpa se i rapporti di coppia sono 'tesi'

La coppia vive il menage nella continua ''tensione''? Il flirt, dice la Corte di Cassazione, non e' motivo di addebito in caso di separazione. Con questa motivazione la Prima sezione civile ha bocciato la richiesta di un dipendente della Banca d'Italia, Marco F., di attribuire la colpa del fallimento matrimoniale alla moglie Giuliana S. che a partire dalla fine del '91 si ''assentava da casa'' per incontrare un amico con il quale aveva iniziato una relazione. Per la Suprema Corte, che ha convalidato la decisione della Corte d'appello di Trieste, la donna va assolta in quanto le assenze da casa per raggiungere l'amico erano iniziate quando ''i rapporti con il marito erano gia' tesi''. In altre parole, il tradimento per gli 'ermellini' va scusato perche' era intervenuto dopo che i rapporti coniugali erano ''gia' irrimediabilmente guastati'' tra Giuliana e Marco. Bocciata anche la richiesta dell'uomo di essere risarcito delle spese sostenute per avere ingaggiato degli investigatori privati in quanto, dice la Cassazione, ''il ricorso del coniuge il quale lamenti il comportamento dell'altro in violazione dell'obbligo di fedelta', alle prestazioni di privati investigatori cosi' da acquisire la prova di tale comportamento, non e' riconducibile, dal punto di vista della causalita' efficiente, al fatto della relazione extraconiugale, onde non sono ripetibili, nei confronti dell'autore dell'illecito, per mancanza del necessario rapporto di causalita'''. La Suprema Corte, d'altro canto, ha bocciato anche il ricorso di Giuliana che chiedeva a sua volta l'addebito della separazione al marito sulla base del fatto che lo stesso aveva confidato al figlio Andrea di avere conosciuto in Cecoslovacchia una ragazza e di avere in mente di portarla in Italia per iniziare con lei una relazione.
Anche in questo caso, piazza Cavour, ha respinto la richiesta di addebito data la ''esistenza di un quadro degradato di vita familiare a riprova di una situazione di intollerabilita' della convivenza''. La sentenza che si e' occupata del caso e' la numero 8512.
(02/05/2006 - Roberto Cataldi)
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