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Le indagini del difensore

Indice della guida
A cura di: Avv. Francesca Romanelli, Avv. Silvia Vagnoni e Avv. Enrico Leo

INDAGINI DEL DIFENSORE: a seguito dell’entrata in vigore della legge 397/2000 è stata riconosciuta al difensore la facoltà di svolgere investigazioni al fine di "ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito" (art. 327 bis c.p.p.) che confluiscono nel c.d. fascicolo del difensore (art. 391 octies c.p.p.) quali:

- conferire con, ricevere dichiarazioni o assumere informazioni da persone in grado di riferire circostanze utili ai fini dell’attività investigativa (art. 391 bis c.p.p.);

- chiedere i documenti in possesso della pubblica amministrazione ed estrarne copia (art. 391 quater c.p.p.);

- effettuare un accesso per prendere visione dello stato dei luoghi e delle cose, procedere alla loro descrizione o eseguire rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici o audiovisivi (art. 391 sexies c.p.p.);

- accedere a luoghi privati o non aperti al pubblico previa autorizzazione da parte di chi ne ha la disponibilità o del giudice (art. 391 septies c.p.p.).

La Suprema Corte ha altresì chiarito che in tema di giudizio abbreviato, i risultati delle investigazioni difensive possono essere utilizzati per la decisione nella sola ipotesi in cui i relativi atti siano stati depositati nel fascicolo del P.M. prima dell'ammissione al rito speciale; di conseguenza è lecito ritenere che nell'ipotesi in cui si proceda con giudizio abbreviato a seguito di udienza preliminare, tali atti possono essere prodotti anche durante lo svolgimento dell'udienza preliminare e sino alla scadenza del termine per la richiesta del rito abbreviato, a norma dell'art. 438 cod. proc. pen. (Cass. n. 9198/2017).

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