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Il giudizio abbreviato

Guida di procedura penale
Cos'è il giudizio abbreviato, chi può richiederlo e quali vantaggi comporta per l'imputato


Avvocati Francesca Romanelli, Silvia Vagnoni e Enrico Leo - Il giudizio abbreviato è quel tipo di procedimento che si caratterizza per la mancanza della fase dibattimentale e la definizione del giudizio nella stessa udienza preliminare, allo stato degli atti, fatte salve alcune eccezioni (art. 438 c.p.p.). 

  1. La richiesta del giudizio o rito abbreviato
  2. Aspetti procedurali del rito abbreviato
  3. L'appello della sentenza pronunciata a seguito del rito abbreviato
  4. L'art. 438 codice penale: presupposti del giudizio abbreviato
  5. La giurisprudenza sul rito abbreviato

La richiesta del giudizio o rito abbreviato

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La richiesta di questa speciale forma procedimentale può essere formulata solo dall’imputato, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, oralmente o per iscritto, e fino a che non siano formulate le conclusioni.

Su di essa il giudice provvede con ordinanza con la quale dispone il giudizio abbreviato. Se l'imputato chiede tale forma di rito immediatamente dopo il deposito dei risultati delle indagini difensive, il giudice, prima di provvedere, deve attendere il decorso del termine massimo di sessanta giorni che il pubblico ministero abbia eventualmente richiesto per lo svolgimento di indagini suppletive limitatamente ai temi introdotti dalla difesa. In tal caso, l’imputato ha facoltà di revocare la richiesta.

Benefici derivanti dal rito abbreviato 

I benefici che derivano all'imputato dalla scelta del giudizio abbreviato corrispondono alla riduzione di pena in caso di condanna.

In particolare la pena, se si procedere per una contravvenzione, è diminuita della metà e, se si procede per un delitto, è diminuita di un terzo. L'ergastolo, poi, è sostituito con la reclusione di trenta anni e l'ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, con l'ergastolo.

Aspetti procedurali del rito abbreviato

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L’art. 438 co. 5 c.p.p. prevede inoltre che l’imputato possa subordinare la richiesta di rito abbreviato "ad un’integrazione probatoria, necessaria ai fini della decisione". In tal caso il giudice accoglie la richiesta qualora l’integrazione appaia necessaria e non contrastante con la finalità di economia processuale cui è diretto il rito speciale. Il PM potrà, in caso di accoglimento, chiedere l’ammissione della prova contraria.

Con la domanda di rito abbreviato l'imputato può anche proporre, subordinatamente al suo rigetto, la richiesta di definizione del processo all'udienza preliminare allo stato degli atti o quella di applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444 c.p.p..

In ogni caso, se l’istanza di rito abbreviato condizionato all’integrazione probatoria viene respinta, può essere riproposta fino alla formulazione delle conclusioni (art. 438 co. 6 c.p.p.).

Per il giudizio abbreviato si osservano, fatte salve alcune eccezioni e in quanto compatibili, le disposizioni previste per l’udienza preliminare e lo svolgimento avviene in camera di consiglio o in pubblica udienza qualora ne sia fatta richiesta da tutti gli imputati.

Effetti della richiesta

Con la riforma del 2017 si è previsto che la richiesta di giudizio abbreviato proposta durante l'udienza preliminare determina la sanatoria delle nullità che non sono assolute e la non rilevabilità delle inutilizzabilità che non derivino dalla violazione di un divieto probatorio. Inoltre, tale richiesta preclude ogni questione sulla competenza per territorio del giudice.

L'appello della sentenza pronunciata a seguito del rito abbreviato

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L'imputato non può appellare le sentenze di proscioglimento emesse a seguito di rito abbreviato ma può impugnarle il PM. Quanto alle sentenze di condanna (liberamente appellabili dall'imputato) il PM può proporre appello solo nel caso in cui sia stato modificato il titolo di reato.

Nel giudizio di appello (che si svolge in camera di consiglio secondo le regole di cui all'art. 599 del codice di procedura penale) è anche possibile un rinnovo dell'istruttoria. 


L'art. 438 codice penale: presupposti del giudizio abbreviato

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Il testo dell'art. 438 del codice penale: 

"1. L'imputato può chiedere che il processo sia definito all'udienza preliminare allo stato degli atti, salve le disposizioni di cui al comma 5 del presente articolo e all'articolo 441, comma 5.

2. La richiesta può essere proposta, oralmente o per iscritto, fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli articoli 421 e 422.

3. La volontà dell'imputato è espressa personalmente o per mezzo di procuratore speciale e la sottoscrizione è autenticata nelle forme previste dall'articolo 583, comma 3.

4. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza con la quale dispone il giudizio abbreviato. Quando l’imputato chiede il giudizio abbreviato immediatamente dopo il deposito dei risultati delle indagini difensive, il giudice provvede solo dopo che sia decorso il termine non superiore a sessanta giorni, eventualmente richiesto dal pubblico ministero, per lo svolgimento di indagini suppletive limitatamente ai temi introdotti dalla difesa. In tal caso, l’imputato ha facoltà di revocare la richiesta.

5. L'imputato, ferma restando la utilizzabilità ai fini della prova degli atti indicati nell'articolo 442, comma 1-bis, può subordinare la richiesta ad una integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione. Il giudice dispone il giudizio abbreviato se l'integrazione probatoria richiesta risulta necessaria ai fini della decisione e compatibile con le finalità di economia processuale proprie del procedimento, tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili. In tal caso il pubblico ministero può chiedere l'ammissione di prova contraria. Resta salva l'applicabilità dell'articolo 423.

5-bis. Con la richiesta presentata ai sensi del comma 5 può essere proposta, subordinatamente al suo rigetto, la richiesta di cui al comma 1, oppure quella di applicazione della pena ai sensi dell’articolo 444.

6. In caso di rigetto ai sensi del comma 5, la richiesta può essere riproposta fino al termine previsto dal comma 2.

6-bis. La richiesta di giudizio abbreviato proposta nell'udienza preliminare determina la sanatoria delle nullità, sempre che non siano assolute, e la non rilevabilità delle inutilizzabilità, salve quelle derivanti dalla violazione di un divieto probatorio. Essa preclude altresì ogni questione sulla competenza per territorio del giudice". 

La giurisprudenza sul rito abbreviato

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Ecco una serie di massime della Cassazione sul giudizio abbreviato: 

Cassazione penale n. 4148/2017

In materia di riti speciali, per il rapporto di sostanziale alternatività intercorrente tra il giudizio abbreviato e l'applicazione della pena su richiesta delle parti, si de necessariamente escludere che, una volta che sia stato celebrato il giudizio di primo grado nelle forme del rito abbreviato, l'imputato possa dedurre, in sede di appello, che sia ingiustificato l'avvenuto diniego della richiesta di patteggiamento frapposto dal giudice per le indagini preliminari sul presupposto dell'inadeguatezza dell'accordo proposto.

Cassazione penale n. 43242/2016 

Il giudice d'appello, qualora il primo grado si sia svolto con rito abbreviato non condizionato, non è tenuto alla rinnovazione dell'istruzione. Ma se riforma la sentenza di assoluzione di primo grado deve fornire una motivazione "rafforzata" ed è sua facoltà assumere d'ufficio ulteriori elementi probatori.

Cassazione penale n. 29912/2016 

Se l'imputato ha chiesto il giudizio abbreviato condizionato e l'istanza è stata rigettata dal G.I.P.  è possibile riproporre la richiesta di rito speciale, a diverse (o senza) condizioni e comunque non oltre il termine di cui all’art. 438 c.p.p., comma 2, secondo quanto previsto dal comma 6 della citata norma.

Cassazione penale n. 10465/2016 

Se il processo si celebra con il rito abbreviato il giudice d'appello, a differenza di quanto avviene in primo grado, può disporre d'ufficio i mezzi di prova ritenuti assolutamente necessari per l'accertamento dei fatti secondo il disposto dell'art. 603, comma 3, c.p.p.. Le parti possono solo sollecitare i poteri di iniziativa probatoria che spettano al giudice di appello.

Cassazione penale n. 22136/2016 

In tema di rito abbreviato condizionato richiesto nell'ambito del giudizio immediato, la valutazione in ordine all'ammissibilità dell'istanza, quale antecedente necessario del decreto di fissazione dell'udienza, riguarda unicamente i requisiti formali della richiesta e, quindi la sua tempestività, la legittimazione del richiedente e la riferibilità all'intero processo a carico dell'imputato, restando demandata all'udienza ogni valutazione in ordine alla compatibilità della integrazione probatoria con il rito speciale.

Cassazione penale n. 43711/2015 

In caso di richiesta di giudizio abbreviato incondizionato, proposta dall'imputato dopo la notificazione del decreto di giudizio immediato, il decreto di fissazione dell'udienza equivale all'ordinanza di giudizio abbreviato con conseguente irrevocabilità dell'istanza di definizione del processo nelle forme del rito speciale e cristallizzazione del materiale probatorio utilizzabile per la decisione, non più suscettibile di integrazione.

Aggiornamento: luglio 2018

Vedi anche:

» Il Giudizio Abbreviato alla luce delle nuove decisioni giurisprudenziali (Avv. Oreste Maria Petrillo)
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