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Il piano regolatore generale comunale

Cos'è e come è disciplinato uno dei più importanti atti di pianificazione territoriale, il piano regolatore generale comunale

  1. Cos'è il Piano Regolatore Generale Comunale
  2. PRGC facoltativo e obbligatorio
  3. Pubblicità del progetto di piano
  4. L'approvazione del PRGC 
  5. Contenuto del piano regolatore generale comunale
  6. PRGC: durata ed effetti

Cos'è il Piano Regolatore Generale Comunale

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Il Piano Regolatore Generale Comunale (conosciuto anche con la sigla PRGC e in alcune località denominato PUC -  Piano Urbanistico Comunale) è uno degli atti di pianificazione territoriale più importanti. Si tratta, infatti, di uno strumento urbanistico con il quale i Comune disciplinano tutta l'attività edificatoria dei propri territori. E' possibile anche una sua adozione congiunta tra più Comuni: in tal caso si parla di Piano Regolatore Generale Intercomunale.

La disciplina del PRGC è dettata dalla legge urbanistica numero 1150/1942.

PRGC facoltativo e obbligatorio

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Il generale, la formazione del piano regolatore generale del proprio territorio è una facoltà per i Comuni che, quindi, possono scegliere di provvedervi o meno. L'eventuale decisione di formare il piano è presa dal Consiglio comunale con una delibera che non è soggetta a speciale approvazione.

Se la facoltatività è la regola generale, il PRGC va tuttavia obbligatoriamente formato in tutti quei Comuni inseriti in appositi elenchi predisposti da decreti del Ministro per i lavori pubblici e in quelli indicati dalle Regioni di appartenenza.

Quando la formazione del piano è obbligatoria, i Comuni sono tenuti a nominare i progettisti entro 3 mesi dalla data in cui sorge l'obbligatorietà, ad adottare il piano nei successivi 12 mesi e a presentarlo alla Regione per l'approvazione entro 2 anni dalla data del decreto che ha disposto l'obbligatorietà.

Il Prefetto, decorso invano ciascuno dei predetti termini e salvo proroga (possibile per massimo un anno su richiesta motivata del Comune e concessione del Ministro per i lavori pubblici), è tenuto a convocare il Consiglio comunale per i relativi adempimenti, che vanno adottati entro 30 giorni. Decorso anche quest'ultimo termine il Prefetto nomina, di intesa con il provveditore regionale alle opere pubbliche, un commissario per la designazione dei progettisti o per l'adozione del piano regolatore generale o per gli ulteriori adempimenti necessari per la presentazione del PRGC al Ministero dei lavori pubblici. 

Il piano regolatore generale è approvato entro un anno da quando è inoltrato al Ministero dei lavori pubblici, che è il soggetto che vi provvede, una volta sentito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Pubblicità del progetto di piano

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L'approvazione del piano, tuttavia, passa prima per un fondamentale passaggio: il deposito del relativo progetto nella Segreteria comunale per 30 giorni consecutivi.

Durante tale periodo, infatti, il progetto può essere visionato da chiunque e fino a 30 giorni successivi alla scadenza del periodo di pubblicazione è passibile di osservazioni da parte delle associazioni sindacali e degli altri enti pubblici e istituzioni che ne hanno interesse.

L'approvazione del PRGC 

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Come detto sopra, l'approvazione del PRGC è di competenza del Ministro dei lavori pubblici, il quale, con il medesimo decreto con il quale vi provvede, può anche apportarvi delle modifiche, purché queste non siano tali da modificare le caratteristiche essenziali del piano, i criteri di impostazione e le variazioni derivanti dalle osservazioni delle quali si è dato appena cenno.

Sono inoltre possibili tutte le modifiche che risultino indispensabili per assicurare:

  • che siano rispettate le previsioni del piano territoriale di coordinamento;
  • la sistemazione razionale e coordinata delle opere e degli impianti di interesse statale;
  • la tutela del paesaggio e di complessi storici, monumentali, ambientali e archeologici;
  • l'osservanza dei limiti stabiliti dalla legge urbanistica per i volumi e le altezze degli edifici (art. 41-quinquies, comma 6); per la densità edilizia, l'altezza, la distanza tra i fabbricati e i rapporti tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e gli spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi (art. 41-quinquies, comma 6); per i parcheggi nelle nuove costruzioni e nelle aree di loro pertinenza (art. 41-sexies).

Contenuto del piano regolatore generale comunale

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Il PRGC, che deve interessarsi di tutto il territorio comunale, ha un contenuto minimo stabilito dalla legge urbanistica.

In esso, in particolare, vanno indicati i seguenti elementi:

  • la rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e navigabili e dei relativi impianti; 
  • la divisione del territorio comunale in zone. A tale proposito, il piano deve precisare quali zone sono destinate all'espansione dell'aggregato urbano e quali vincoli e caratteri devono essere osservati in ciascuna zona;
  • le aree che sono destinate a uso pubblico o che sono sottoposte a delle speciali servitù; 
  • le aree che devono essere riservate a edifici pubblici, a edifici di uso pubblico o a opere o impianti che hanno un interesse collettivo o sociale; 
  • i vincoli che devono essere osservati nelle zone a carattere storico, ambientale o paesistico; 
  • le norme necessarie per dare attuazione al piano regolatore generale comunale.

PRGC: durata ed effetti

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Una volta emanato, il PRGC obbliga tutti i proprietari degli immobili siti sul territorio comunale a osservare, nelle costruzioni e nelle ricostruzioni, quanto in esso stabilito.

Il piano vige a tempo indeterminato.

Aggiornamento: 6 marzo 2018

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