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Fonti normative

CAPITOLO I

Le principali fonti normative in materia di edilizia urbanistica

  1. Un po’di storia del diritto urbanistico.

Il diritto urbanistico è l’insieme delle norme che regolano l’attività d’uso e di trasformazione del territorio. Il diritto urbanistico si occupa anche dell’attività di costruzione e pertanto l’edilizia è sottoposta al rispetto della pianificazione urbanistica. Urbanistica ed edilizia sono l’una il presupposto dell’altra: la prima si occupa delle potenzialità edificatorie del territorio, la seconda delle costruzioni e della loro compatibilità al territorio stesso. La prima legge che in Italia si è occupata di urbanistica è la legge n. 2359 del 1865 quando viene istituito il piano regolatore comunale come strumento facoltativo che poteva essere adottato dai comuni superiori ai 10.000 abitanti. Da allora, la prima legislazione organica si ha con la legge n. 1150 del 1942 che elabora un sistema articolato di piani e stabilisce l’obbligo di dotarsi di licenza edilizia sia nel caso di nuova costruzione, sia nel caso di modifica di una costruzione esistente. Diverse leggi successive si occuparono delle licenze edilizie fino ad arrivare a una novità significativa con la legge n. 10 del 1977 che introdusse il regime della concessione edilizia per ogni trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio. Di fronte al fenomeno dell’abusivismo edilizio che dilagava sul territorio della penisola, il legislatore tentò di porre un freno con la legge n. 47 del 1985. Moltissime le novità introdotte da questo intervento legislativo:

  • Insanabilità degli abusi più gravi;

  • Regime sanzionatorio penale e amministrativo.

Nel prosieguo il legislatore non è più intervenuto in modo così organico sulla disciplina. Rilevante negli ultimi anni il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia del 2001.

  1. Le principali fonti normative in fatto di urbanistica.

La seppur breve carrellata storica delle principali leggi italiane in fatto di urbanistica ed edilizia non deve però farci dimenticare la “regina” delle fonti che è la nostra Carta costituzionale. La nostra Costituzione dà importante rilievo alla proprietà (art. 42) e all’iniziativa economica (art. 41) che possono essere sacrificate in nome del territorio e della sua gestione. Ciò significa che i diritti dei singoli possono soccombere rispetto alle esigenze del territorio e di tutta una sua comunità. Con la riforma del Titolo V della Costituzione, intervenuta con la legge n.3 del 2001, le Regioni acquisiscono in fatto di urbanistica e governo del territorio, capacità di legiferare.

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