Minaccia

Il reato di minaccia: bene giuridico, elemento oggettivo, elemento soggettivo e regime di procedibilità

Il reato di minaccia è disciplinato dall'art. 612 c.p. il quale recita: "Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro".

Natura giuridica

Il reato di minaccia è un delitto contro la persona.

Si tratta di un reato comune, di pericolo concreto, di mera condotta a forma libera.

In particolare si richiede che ogni minaccia debba essere adeguatamente valutata in funzione della circostanza, delle condizioni dell'agente e dell'effetto sulla vittima.

Bene giuridico

Secondo l'impostazione prevalente della dottrina il reato di minaccia è posto a presidio della libertà morale dell'individuo, che identifica la situazione di libertà psichica di ciascun soggetto contro ogni turbativa o immissione di criminosa di altri.

Soggetto attivo e passivo

La fattispecie si configura come reato comune in quanto può essere commessa da parte di chiunque.

Il soggetto passivo si identifica in ciascun individuo che subisca l'azione lesiva dell'autore del reato.

Elemento oggettivo del reato

Il principale elemento costitutivo del reato di minaccia è rappresentato dalla prospettazione di un male ingiusto, tale da limitare la libertà  morale della vittima e il cui futuro verificarsi dipende, in maniera diretta o commissionata, dall'agente.

La condotta tipica del reato è a forma libera, in quanto può essere realizzata attraverso qualunque mezzo e modalità tale da produrre un effetto intimidatorio per la in capo al soggetto passivo del reato. Deve, pertanto, trattarsi di una minaccia seria, ragionevole e verosimile, non assurda.

Affinché la minaccia sia perseguibile, non è condizione necessaria la presenza, al compimento del fatto, della persona interessata; è infatti sufficiente che quest'ultima ne risulti informata, anche indirettamente da altri soggetti, a patto che sia rilevabile la volontà dell'agente di produrre il vero e proprio risultato di intimorire la persona offesa.

Inoltre, tale reato non si prospetta soltanto in presenza di atti intimidatori espressi in forma verbale: possono rientrare nelle minacce anche gli strumenti comunicativi più svariati, come scritti, gesti, sms o e-mail

Elemento soggettivo del reato

Ai fini della sussistenza del reato è richiesto il dolo generico, ossia la coscienza e volontà di cagionare ad altri un male ingiusto.

Manifestazione del reato

Il reato si considera consumato quanto la minaccia sia stata percepita da parte del destinatario della stessa.

Il tentativo può configurarsi qualora in base alle circostanze del caso concreto il destinatario non venga a conoscenza della minaccia a lui rivolta (es. lettera minatoria che viene intercettata prima di essere recapitata).

Trattamento sanzionatorio e circostanze aggravanti

La fattispecie base di cui al comma 1 dell'art. 612 c.p. è sanzionata con la multa fino a 1032 euro.

Nel caso di minaccia grave o commessa con le modalità di cui all'art. 339 la pena è quella della reclusione fino a un anno.

Occorre allora chiarire che la gravità della minaccia non dipende unicamente dal suo contenuto, ossia dal male concreto prospettato, bensì dallo stesso turbamento espresso dalla vittima, dal complesso di circostanze e dalle particolari condizioni dei soggetti coinvolti.

Procedibilità del reato

Il reato di minaccia è, per regola generale, procedibile a querela: quest'ultima, può essere sporta presso qualsiasi posto di polizia oppure presentata, in forma scritta, al pubblico ministero (vedi nel formulario: atto di querela).

Tuttavia vi sono delle ipotesi in cui la procedibilità d'ufficio, che oggi, in virtù del nuovo terzo comma dell'art. 612 del codice penale (aggiunto dal d.lgs. n. 36/2018 con decorrenza dal 9 maggio 2018), si verificano se la minaccia è commessa:

  • con armi

  • da persona travisata

  • da più persone riunite

  • con scritto anonimo

  • in modo simbolico

  • valendosi della forza intimidatrice derivante da associazioni segrete (esistenti o supposte)

  • mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti a offendere (compresi gli artifici pirotecnici).

Si tratta, sostanzialmente, delle ipotesi contemplate dall'articolo 339 c.p.

La Cassazione sul reato di minaccia

Ecco una serie di massime della Cassazione sul reato di minaccia: 

Cassazione penale sez. I 27.1.2020, n. 3259

Risponde del reato di minaccia chi arreca fastidio alla vicina mediante incisione di una croce sulla persiana e colpi sulla medesima persiana, in modo da porre in essere una condotta molesta - di certo non occasionale - idonea ad integrare il reato di cui all'art. 660 c.p. 

Cassazione penale sez. V 20.3.2019, n. 17159

Il reato di minaccia si concretizza con la prospettazione di un male ingiusto, idoneo, in considerazione delle concrete circostanze di tempo e di luogo, ad ingenerare timore in chi risulti esserne il destinatario, male che non può essere costituito dalla prospettazione di una legittima azione giudiziaria civile e dalla diffusione di notizie relative all'inadempimento negoziale commesso nei confronti dell'agente. 

Cassazione penale sez. V 14.1.2019 n. 8193

In tema di reati contro la persona, ai fini della configurabilità  del reato di minaccia grave, ex art. 612, comma 2, c.p., rileva l'entità del turbamento psichico determinato dall'atto intimidatorio sul soggetto passivo, che va accertata avendo riguardo non soltanto al tenore delle espressioni verbali profferite ma anche al contesto nel quale esse si collocano.

Cassazione penale sez. V 24.1.2019 n. 3520

Deve preliminarmente prendersi atto che il delitto di minaccia grave, ove non realizzato con una delle modalità previste dall'art. 339 cod. pen., è oggi procedibile a querela di parte, come imposto dalla norma sostanziale - ergo, di immediata applicazione in ossequio al principio generale di favor rei che informa il sistema penale - introdotta ai sensi del d.lgs. n. 36 del 2018.

Cassazione penale sez. V 18.6.2018 n. 35817

Il reato di minaccia si configura con il carattere formale del pericolo, per la cui integrazione non è necessariamente richiesta la lesione del bene tutelato, ma basta che il male prospettato possa incutere timore al soggetto passivo.

Articoli e sentenze sul reato di minaccia

Di seguito articoli e approfondimenti sul reato di minaccia: