Canone Rai: tutto quello che devi sapere dalla disdetta ai casi di esonero

Cos'è il canone Rai, quando e come si paga, modelli e istruzioni utili

di Valeria Zeppilli

Cos'è il canone Rai

Il canone Rai è un canone di abbonamento dovuto, annualmente, da chiunque possieda almeno un apparecchio televisivo. Per ogni famiglia, se i familiari risiedono nella medesima abitazione, va pagato una sola volta.

Il canone va corrisposto anche da coloro che risiedono all'estero ma che hanno in Italia un'abitazione ove è presente un apparecchio televisivo.

La legge di stabilità 2016

A partire dal 2016, a seguito dell'emanazione della legge di stabilità 2016, ogni qualvolta esista un'utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la propria residenza anagrafica, la detenzione di almeno un apparecchio televisivo è presunta. Inoltre, i titolari di utenza elettrica per uso domestico residenziale (ma non i titolari di esercizi pubblici) effettuano il pagamento del canone mediante addebito nella bolletta per l'elettricità.

Esonero dal pagamento del canone

Alcune categorie di contribuenti, tuttavia, a determinate condizioni possono essere esonerati dal pagamento del canone Rai e, quindi, dal relativo addebito nella fattura elettrica.

Nessuna televisione

Innanzitutto, i contribuenti titolari di un'utenza elettrica per uso domestico residenziale possono essere esonerati dal pagamento del canone dichiarando, mediante autocertificazione reperibile sul sito web dell'Agenzia delle entrate, che in nessuna delle abitazioni ove è attivata un'utenza elettrica è presente un televisore. La dichiarazione sostitutiva ha validità annuale è può essere utilizzata anche per segnalare che il canone Rai è dovuto in relazione a un'utenza elettrica che sia intestata a un altro componente della stessa famiglia anagrafica (indicandone il codice fiscale) o per comunicare la variazione delle condizioni precedentemente attestate (come ad esempio l'acquisto di un televisore).

L'autocertificazione va presentata dal contribuente o dal suo erede all'Agenzia delle entrate tramite l'applicazione web dell'Agenzia utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel o tramite gli intermediari abilitati. Il modello può essere presentato anche tramite raccomandata senza busta, con allegato un valido documento di riconoscimento, solo se l'invio telematico non è possibile. L'indirizzo al quale spedirlo è: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

Età superiore a 75 anni

Un'altra ipotesi di esonero dal pagamento del canone Rai è quella dei cittadini ultrasettantacinquenni che abbiano un reddito annuo non superiore a 6.713 euro, che dovranno farne richiesta all'Agenzia delle entrate presentando una dichiarazione sostitutiva di richiesta di esenzione corredata da un documento di identità valido. Anche in questo caso va utilizzato l'apposito modello pubblicato sul sito internet dell'Agenzia.

La dichiarazione non va ripetuta annualmente, ma resta valida fino a che permangono le condizione di esenzione.

È anche possibile chiedere il rimborso, tramite il modello disponibile presso gli uffici dell'Agenzia, del canone indebitamente pagato per gli anni 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015.

Diplomatici e militari stranieri

Infine, il canone Rai non va versato, in ragione di specifiche convenzioni internazionali, dagli agenti diplomatici, dai funzionari o dagli impiegati consolari, dai funzionari di organizzazioni internazionali, dai militari di cittadinanza non italiana o dal personale civile non residente in Italia di cittadinanza non italiana appartenenti alle forze NATO di stanza in Italia.

Anche in questo caso è necessaria una richiesta di esenzione da presentare utilizzando il modello reperibile sul sito web dell'Agenzia.

Disdetta del canone Rai

I contribuenti titolari di un'utenza di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale che un tempo detenevano delle televisioni ma che oggi non detengono più apparecchi in nessuna dimora, ad esempio perché li hanno ceduti, possono dare disdetta dall'abbonamento. In simili ipotesi, infatti, inizia a operare la prima delle cause di esonero appena viste (nessuna televisione).

Anche in tal caso va quindi presentata la dichiarazione di non detenzione e, affinché la stessa abbia effetto per l'intero anno, occorre provvedervi a partire dal 1° luglio dell'anno precedente ed entro il 31 gennaio dell'anno di riferimento; per essere esonerati almeno per il secondo semestre, occorre provvedervi entro il 30 giugno dell'anno di riferimento.

Per comprendere meglio facciamo un esempio: per l'anno 2018 vi è esonero totale dal pagamento solo per coloro che abbiano inviato la disdetta tra il 1° luglio 2017 e il 31 gennaio 2018, mentre se la dichiarazione è presentata tra il 1° febbraio 2018 e il 30 giugno 2018 l'esonero opera solo per il secondo semestre dell'anno. Non sono esonerati per il 2018, infine, coloro che mandano la disdetta a partire dal 1° luglio 2018.

Va infine precisato che oggi non è più possibile disdire l'abbonamento richiedendo il suggellamento dell'apparecchio tv.

Canone Rai: quanto e come si paga

Dall'anno 2017, l'importo del canone Rai è stato ridotto a 90 euro corrisposti in dieci rate mensili da gennaio a ottobre, mediante addebito sulle bollette della luce

Il medesimo importo è stato confermato anche per il 2018. 

Se nessun componente di una famiglia anagrafica tenuta a versare il canone è titolare di un contratto di fornitura di energia elettrica di tipo domestico residenziale, il pagamento del canone va fatto tramite modello F24, così come nel caso in cui la fornitura di energia elettrica avviene nell'ambito delle reti non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale.

Addebito sulla pensione

I cittadini che hanno percepito, nell'anno precedente, un reddito di pensione non superiore a 18mila euro possono fare richiesta di addebito del canone sulla pensione, presentando un'apposita istanza entro il 15 novembre precedente all'anno di abbonamento all'ente pensionistico di riferimento.

Il rimborso del canone

Nel caso in cui il canone Rai sia stato pagato indebitamente a seguito di un addebito nella fattura di energia elettrica, il titolare del contratto di fornitura o i suoi eredi possono chiedere il rimborso dell'importo corrisposto e non dovuto utilizzando l'apposito modello messo a disposizione dall'Agenzia delle entrate.

L'istanza va presentata telematicamente tramite il sito web dell'Agenzia o a mezzo servizio postale con raccomandata corredata di un valido documento di riconoscimento da spedire all'indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

Cosa indicare nell'istanza

Nell'istanza va indicato il motivo a sostegno della propria richiesta che può essere uno dei seguenti:

  • codice 1: si tratta di soggetto che ha compiuto il 75° anno di età, ha un reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro e ha presentato l'apposita dichiarazione sostitutiva,
  • codice 2: si tratta di soggetto esente per effetto di convenzioni internazionali che ha presentato l'apposita dichiarazione sostitutiva,
  • codice 3: il canone è stato pagato sia dal richiedente mediante addebito sulle fatture per energia elettrica, sia da lui stesso o da un altro componente della sua famiglia anagrafica con altre modalità,
  • codice 4: il canone è stato pagato dal richiedente sia mediante addebito sulle fatture per energia elettrica sia mediante addebito sulle fatture relative a un'utenza elettrica intestata a un altro componente della stessa famiglia anagrafica,
  • codice 5: il richiedente e i componenti della sua famiglia anagrafica non detengono apparecchi televisivi ed è stata presentata l'apposita dichiarazione sostitutiva,
  • codice 6: altre motivazioni, da riassumere sinteticamente.

Il rimborso

Il rimborso, ove dovuto, è effettuato dalla società di fornitura di energia elettrica con accredito sulla prima fattura utile o con un'altra modalità che, comunque, assicuri l'erogazione entro 45 giorni dalla ricezione dalla società delle informazioni utili all'effettuazione del rimborso, che gli sono trasmesse dall'Agenzia delle entrate. Quest'ultima provvede al rimborso in tutti i casi in cui quello a cura della società elettrica non vada a buon fine.

Data: 10 gennaio 2018

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