Regioni, Comuni, Province

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Regioni Anche i finanziamenti alle Regioni a statuto ordinario subiranno dei tagli: pari a 700 milioni per il 2012 e ben 1 miliardo a decorrere dal 2013. Da questa riduzione verranno esclusi assolutamente tutti i servizi forniti dalla Ssn. La ripartizione della riduzione sarà discussa e determinata dalla Conferenza Stato-Regioni, tenendo in considerazione l'analisi effettuata dal Commissario straordinario per la spesa pubblica Enrico Bondi. Nell'analisi sono riportate sia virtuosità sia eccessi di spesa di ogni singola Regione. Anche le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano dovranno partecipare agli obbiettivi di riduzione delle spese

pubbliche, in base ai singoli statuti. Anch'esse dovranno ridurre gli importi percepiti di 500 milioni per il 2012 e 1 miliardo per il 2013 e 1,5 miliardi a decorrere dal 2014. Dal 1° gennaio 2011 i crediti maturati da Regioni ed Enti locali per la forniture, somministrazioni e appalti potranno essere compensati a seguito di iscrizione a ruolo. I creditori riceveranno l'apposita certificazione che potrà essere utilizzata per ricevere il pagamento dei servizi forniti, parziale o totale. Le somme compensate saranno recuperate dall'agente della riscossione direttamente dalle Regioni o Enti locali; qualora non siano rese disponibili verranno decurtate dai finanziamenti statali spettanti.

Città metropolitane Verranno istituite entro il 1° gennaio 2014 10 Città metropolitane: Roma, Milano, Bologna, Torino, Venezia, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Genova. Spariranno così le relative province.

Comuni e Province Obbiettivo del secondo decreto di revisione delle spese pubbliche è quello di dimezzare il numero delle province italiane. La soppressione è stata fissata in base a due criteri: la dimensione territoriale e la popolazione. Al momento non sono ancora stati definiti i parametri, il Consiglio dei ministri dovrà provvedere entro 10 giorni dall'entrata in vigore del decreto. Alla riduzione e accorpamento prenderà parte attivamente anche ciascun Ente territoriale, che deve aver già istituito un Consiglio delle autonomie locali. I Governo trasmetterà a ciascun Consiglio la propria delibera sui criteri e a questo punto entro 40 giorni da tale comunicazione il Consiglio dovrà aver approvato un piano sulla riduzione, ed entro la fine dell'anno l'accorpamento dovrà essere completato. Restano esclusi da accorpamenti e riduzione naturalmente i Comuni di capoluogo di Regione. Tutte le province salvate dall'accorpamento dovranno avere le seguenti competenze: ambiente (settore discariche in particolar modo)e trasporti e viabilità (incluse costruzione, classificazione e gestione delle strade). In base al decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 e denominato “Salva Italia” verranno devolute ai Comuni tutte le competenze sinora attribuite alle province che sono state accorpate. Analogamente a ciò che avverrà per le Regioni anche i Comuni e Province subiranno però un taglio dei fondi a loro destinati, la cui ripartizione sarà stabilità dalla Conferenza Stato- Città. Ai Comuni spetterà una riduzione di 500 milioni euro per il 2012 e 2 miliardi a decorrere dal 2013. Mentre alle Province un taglio di 500 milioni per il 2012 e 1 miliardo a decorrere dal 2013.

Personale Il decreto riduce il budget degli Enti territoriali destinato all'assunzione di nuovo personale e vieta alle Province di assumere personale a tempo indeterminato, sino a che non verrà effettuata la riduzione e razionalizzazione delle Province stesse.

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