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La mancata esecuzione dolosa dell'ordine di un giudice

Che cosa è, la disciplina normativa, quali sono le sanzioni
Guide di diritto penale

Cos'è il reato di mancata esecuzione dell'ordine di un giudice?


Il reato di mancata esecuzione dell'ordine di un giudice è classificato come delitto contro l'amministrazione della Giustizia e si configura, dunque, come una vera e propria violazione dell'autorità dello Stato. Il reato di mancata esecuzione si verifica quando un qualunque soggetto, dopo una sentenza, si rifiuti di eseguire l'ordine del giudice o compia un atto volto a renderne impossibile l'applicazione; ad esempio quando qualcuno, a seguito di una sentenza di pignoramento di beni, si adoperi in modo da occultare o distruggere il proprio patrimonio. Si tratta dunque di una condotta omissiva nei confronti di un preciso obbligo: per la configurazione di questo reato è però necessaria la ricorrenza del dolo e, dunque, la dimostrazione di un atteggiamento coscientemente volto all'omissione. Questo tipo di delitto, e le relative pene per ogni casistica, sono regolate dall'articolo 388 del Codice Penale.


Due casi differenti: atto fraudolento ed elusione


L'articolo 388 prevede due casistiche differenti per questo reato: l'atto fraudolento o l'elusione. L'atto fraudolento si verifica quando un qualunque soggetto commette con volontà e coscienza delle azioni volte a rendere impossibile l'applicazione della sentenza del giudice. In parole povere, un esempio d'atto fraudolento può essere la distruzione dei propri beni sottoposti a pignoramento o, ancora, il falsare attivamente la dichiarazione dei beni di un qualunque debitore. Questa casistica di reato si configura, quindi, quando un qualsiasi soggetto decide in modo attivo di commettere un atto che impedisca l'adempimento (sia totale che parziale) degli obblighi civili ordinati da un giudice.

L'elusione, invece, è un tipo di comportamento che mira appunto ad eludere l'ordine del giudice, senza che si verifichino però atti fraudolenti veri e propri. In questo caso, il reato sta nell'assenza di azione e nella disobbedienza a seguito di un ordine del giudice. Questa casistica non prevede dunque un comportamento commissivo, ma una vera e propria omissione; anche in questo caso, però, l'omissione dev'essere giudicata come voluta e cosciente. Le casistiche specifiche sono veramente numerose, così come le pene comminabili per ogni situazione: vediamo ora le pene per le casistiche più comuni di questo reato.



Sanzioni e pene per il reato di mancata esecuzione dolosa dell'ordine di un giudice


La distruzione di un oggetto o un bene sottoposto a pignoramento, da parte del proprietario stesso, comporta la reclusione fino a un anno e una multa fino ad un massimo di 309 euro. Se lo stesso reato è commesso da il custode del bene, al solo scopo di favorire il legittimo proprietario, la pena diventa più dura: la reclusione prevista oscilla tra un minimo di 4 mesi fino ad un massimo di 3 anni, e le pene pecuniarie possono arrivare fino ad un massimo di 561 euro. Inoltre, sia l'atto fraudolento sui beni che l'elusione di un provvedimento del giudice (di qualunque genere) sono puniti con la reclusione fino ad un massimo di 3 anni ed una multa massima di 1032 euro. Le casistiche sono davvero numerose: per approfondimenti, è possibile leggere la regolamentazione completa all'articolo 388 del Codice Penale.

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