Gli arresti domiciliari

La disciplina normativa degli arresti domiciliari
Guide di diritto penale

In questa guida


di Giovanna Molteni

Gli arresti domiciliari: le regole di base

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Gli arresti domiciliari sono una misura cautelare personale prevista dall'articolo 284 del Codice di Procedura Penale e disposta dal giudice nei confronti dell'imputato rispetto al quale sussistono gravi indizi di colpevolezza e altre esigenze cautelari. Essi si sostanziano nel divieto di allontanarsi dalla propria abitazione, da altro luogo di privata dimora, da un luogo pubblico di cura o di assistenza o da una casa famiglia protetta. Il soggetto sottoposto agli arresti domiciliari deve, pertanto, permanere nel perimetro delle mura domestiche o degli altri siti di esecuzione della misura e, nel caso il giudice lo abbia espressamente disposto, non può utilizzare internet, il telefono e altri mezzi di comunicazione a distanza e non può ricevere persone, al di fuori di coloro che abitano con lui o che lo assistono.

I permessi durante gli arresti domiciliari

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Particolari situazioni possono rendere necessario un allontanamento del soggetto, anche per un brevissimo tempo, dal luogo prescritto. In presenza di determinate e comprovate motivazioni e a fronte di un'istanza presentata all'autorità giudiziaria competente, l'imputato agli arresti domiciliari può fruire di permessi al fine di allontanarsi dal luogo di detenzione per il tempo strettamente necessario al compimento delle incombenze. Molto ampia è la casistica di situazioni che possono dare luogo alla concessione di permessi: si pensi al soggetto che deve fare la spesa o recarsi in farmacia o provvedere ad altre indispensabili esigenze di vita oppure alla persona che deve sottoporsi a visite mediche, a sedute ambulatoriali dall'odontoiatra o a un programma di recupero per tossicodipendenti. I permessi durante gli arresti domiciliari possono essere concessi anche per consentire all'imputato di svolgere un'attività lavorativa o per accompagnare i figli a scuola (sempre che non vi sia nessun altro disponibile a farlo e non vi siano i mezzi economici per assumere qualcuno che vi provveda).

I contatti con il mondo esterno

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Il soggetto sottoposto agli arresti domiciliari è privato della libertà personale allo stesso modo di un detenuto. Per salvaguardare l'inalienabile diritto di difesa, l'imputato può sempre comunicare con il suo avvocato, ma il giudice, ordinando gli arresti domiciliari, può limitare, anche in modo incisivo, i contatti con il mondo esterno del soggetto sottoposto alla misura coercitiva. In concreto, il giudice può vietare all'imputato di ricevere persone (le visite possono essere escluse tout court o il divieto può riguardare solo determinati soggetti) e di comunicare con altri soggetti, salvo che con coloro che coabitano o gli prestano assistenza. In queste ipotesi, ad essere precluso non è solo il contatto vis-à-vis, ma anche l'interloquire con altri soggetti di persona, tramite telefono o con mezzi informatici. Anche i social network non possono essere utilizzati come mezzi di comunicazione, ma solo a scopi conoscitivi.

Le indispensabili esigenze di vita: l'interpretazione estensiva della Corte di Cassazione

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In cosa consistono le indispensabili esigenze di vita che legittimano il giudice ad autorizzare l'allontanamento dell'imputato dal luogo in cui viene eseguita la misura degli arresti domiciliari per il tempo strettamente necessario al soddisfacimento di tali bisogni? In base ad un'interpretazione estensiva del comma 3 dell'articolo 284 c.p.p., la Corte di Cassazione ritiene che il riferimento alle indispensabili esigenze di vita possa includere il soddisfacimento di bisogni di natura religiosa, il mantenimento delle relazioni familiari e sociali e l'espletamento delle funzioni genitoriali e che, coerentemente con il dettato costituzionale inteso alla valorizzazione dei diritti fondamentali dell'individuo, l'autorizzazione all'allontanamento possa essere disposta non solo per assicurare la sopravvivenza fisica della persona, ma anche per soddisfare bisogni di ordine spirituale come il trascorrere del tempo al di fuori delle mura domestiche con il figlio minore.

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