Due circolari DAP regolamentano l'uso delle videochiamate per i detenuti e garantiscono un concreto sostegno psicologico al personale della polizia penitenziaria

La circolare sulle videochiamate

[Torna su]

In data 26 settembre 2022, il DAP (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) ha trasmesso due circolari (3696/6146 e 3697/6147) al fine di regolamentare l'uso della tecnologia delle videochiamate per i detenuti e garantire un concreto sostegno psicologico a tutto il personale della Polizia Penitenziaria.

In conseguenza di una circolare del 2019, le videochiamate erano già diventate strumento utile, ma "sperimentale", durante la pandemia da Covid-19 e permettevano ai detenuti di comunicare con familiari e partecipare ai processi da remoto.

Con circolare n. 3696/6146, il DAP chiarisce che le videochiamate diventeranno, per i reclusi, modalità ordinaria di comunicazione con l'esterno al fine di mantenere solidi legami coi familiari e con gli affetti.

Infatti, come sottolineato nella circolare in esame, "gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione, che tutelano la famiglia e i suoi componenti, e l'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'Uomo, a mente del quale «ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare», riconoscono a ciascun individuo il fondamentale diritto al mantenimento delle relazioni socio-familiari.

Le limitazioni all'esercizio di tale diritto devono essere previste dalla legge e possono essere giustificate unicamente da esigenze di pubblica sicurezza, di ordine pubblico e di prevenzione dei reati, nonché di protezione della salute o dei diritti e delle libertà di altre persone."

Infatti, come sottolinea il DAP, il ricorso alle videochiamate appare certamente da favorire, in quanto appare idoneo ad agevolare il mantenimento delle relazioni familiari e ad evitare trasferte costose.

Inoltre, le tale strumento tecnologico permette di evitare le "lunghe e defaticanti operazioni di perquisizione" dei soggetti che fanno ingresso in carcere in occasione dei colloqui in presenza, consentendo il contenimento del rischio che possano essere introdotti oggetti non consentiti dall'esterno.

La circolare sul supporto psicologico alla Penitenziaria

Per quanto riguarda, invece, la seconda circolare in esame (n. 3697/6147), sono stati previsti nuovi percorsi di sostegno per il personale penitenziario, con azioni finalizzate al supporto psicologico.

Il tema era già stato trattato nel Documento di Programmazione Generale (11.01.2022), favorendo la redazione di linee guida idonee per garantire supporto psicologico al personale delle carceri.

Tale ultima recente circolare evidenzia la necessità, sin da subito, di realizzare interventi rapidi ed idonei di sostegno, soprattutto a favore del personale più esposto, per ragioni di servizio, ad assistere ad eventi potenzialmente traumatici, quali i suicidi, tentati suicidi, aggressioni tra detenuti o ad operatori, evasioni, ecc.

Di seguito, la suddetta circolare disciplina, in modo dettagliato, le modalità concrete di attivazione di tale sostegno psicologico, reso possibile da una rete di esperti e psicologi, in questo caso, del lavoro.

Infatti, ogni qualvolta il Provveditorato competente per territorio riceva una segnalazione relativa a un accadimento di quelli sopraelencati, che possa avere traumatizzato in modo rilevante l'Operatore, dovrà rendere possibile l'attivazione di una rete di sostegno, contattando il Direttore dell'Istituto penitenziario, dove sono avvenuti i fatti, per avere una prima valutazione dell'accaduto, con particolare riferimento alla gravità dell'episodio e alle condizioni psicologiche del soggetto coinvolto.

Nel caso in cui si accerti che l'evento traumatico abbia avuto un impatto rilevante per il lavoratore, il Provveditorato prenderà contatti con la persona coinvolta, offrendole la possibilità di essere sentita da uno degli psicologi che collaborano con gli Istituti del distretto.

L'invito, da parte del Dott. Carlo Renoldi, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria
è quello di "attivare, con urgenza, le azioni necessarie, affinché la rete di sostegni sia operativa entro il 15 ottobre 2022".

Conclusioni

[Torna su]
Entrambe le circolari contengono, al loro interno, innovazioni importanti e concrete, volte a favorire sia i reclusi sia il personale dell'Amministrazione Penitenziaria.
La circolare in materia di sostegno psicologico agli operatori penitenziari, sebbene rappresenti un passo in avanti, riflette la difficoltà di porre la salute mentale in primo piano nel nostro paese.
Se ben si analizza la nuova circolare, si fa riferimento ad eventi traumatici che abbiano avuto un impatto particolarmente traumatico sul lavoratore.
Per il futuro, si auspica che ciascun operatore, che ne abbia necessità, possa accedere, in tempi brevi ad un supporto psicologico, a prescindere dall'aver assistito o meno a particolari episodi di violenza, perché lavorare all'interno di Istituti Penitenziari non è da definirsi un lavoro come un altro.

In evidenza oggi: