Il grido d'allarme dell'associazione sul "Sestante", sezione psichiatrica del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, padiglione A, da anni al centro di una serie di gravi denunce
prigione detenuto

Le condizioni di degrado del Sestante

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«Un luogo vergognoso dove si rinuncia a vite umane come se valessero niente». È impietosa la relazione che fa Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, dopo una visita alla "Sestante", sezione del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, padiglione A in cui sono tenuti i detenuti con problemi psichiatrici. È il degrado assoluto a farla da padrone. Come scrive la coordinatrice di Antigone «Al Sestante si trovano circa venti celle, dieci su ogni lato del corridoio. In ciascuna è reclusa una singola persona detenuta. La cella è piccola, sporca, quasi completamente vuota. Al centro vi è un letto in metallo scrostato e attaccato al pavimento con i chiodi. Sopra è buttato un materasso fetido, a volte con qualche coperta e a volte no. Qualcuno, ma non tutti, ha un piccolo cuscino di gommapiuma. Non vi è una sedia né un tavolino. Solo un piccolo cilindro che sembra di pietra dove ci si può sedere in posizione scomodissima. L'intera giornata viene trascorsa chiusi là dentro, senza nulla da fare e nessuno con cui parlare. Unico altro arredo, un orrendo bagno alla turca posizionato vicino alle sbarre, di fronte agli occhi di chiunque passi per il corridoio». Delle ultime ore la notizia dell'apertura di un'inchiesta da parte della Procura.

Sestante, le richieste di Antigone

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Al grido d'allarme di Antigone fa eco quello della Garante dei detenuti di Torino, Monica Gallo che ha scritto al Provveditore dell'amministrazione penitenziaria del Nord Ovest e all'Asl di Competenza per chiudere il Sestante. Lo stesso Osservatorio carceri dell'Unione Camere Penali ha presentato in Procura

di un esposto affinché il reparto «venga sequestrato come luogo in cui si consumano reati a danno dei detenuti - anche perché - le persone che soffrono di patologie psichiatriche non devono stare in carcere ma in un luogo di cura. Come prevede il codice».

Sestante, la procura apre inchiesta per maltrattamenti

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Dell'ultima ora la notizia, riportata da Repubblica, che la procura di Torino ha aperto un fascicolo sul reparto del carcere di Torino nel quale i detenuti sono reclusi in condizioni disumane. Un fascicolo, contro ignoti, aperto dai pm Gianfranco Colace e Chiara Canepa per il reato di maltrattamenti. Di stamane la visita degli ispettori di polizia giudiziaria per verificare la situazione e prelevare la prima documentazione.

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