La Corte dei conti indaga sulle presunte manipolazioni da parte dei Caf delle scelte dei contribuenti per favorire associazioni amiche o legate ai sindacati

di Gabriella Lax - Nel mirino della Corte dei conti anche per quest'anno i Caf che avrebbero condizionato, in molti casi, la scelta dei destinatari della quota di reddito che il contribuente può devolvere volontariamente ad associazioni e organizzazioni no profit.

Caf condizionano la scelta del 5 per mille? Indaga la Corte dei conti

La Corte dei conti, con la delibera 14/2018/G, prende in esame l'attività di audit condotta dall'amministrazione finanziaria sui comportamenti degli intermediari e fa il punto su casi segnalati dalla magistratura tra il 2013 e il 2015. Secondo la Corte, in base alla relazione dell'Agenzia Entrate sui comportamenti dei Caf, «alcuni dei quali in potenziale conflitto di interesse con l'attività di raccolta delle volontà dei contribuenti, in quanto essi stessi fruitori del 5 per mille o in stretto legame con i beneficiari». Dunque: nel 2014 le dichiarazioni controllate dal fisco sono state 8.502, il 5,7%, ossia 485, hanno rivelato irregolarità, consistenti nella trasmissione di scelte non conformi alla preferenza dei cittadini (87 casi) o nella mancata conservazione delle schede relative alle scelte (398), circostanza che «inibisce ogni controllo sull'effettiva volontà dei contribuenti».

Sopsetti confermati poiché l'agenzia

ha riscontrato «casi di interferenza nel processo decisionale dei contribuenti e un numero significativo di infedeli trasmissioni dei dati da parte dei centri di assistenza fiscale». Su 73 verifiche risultano 22 casi in cui i Caf hanno promosso una scelta. Secondo i dati riportati da Italia Oggi, in oltre il 40% dei casi, poi, i fondi del 5 per mille sono andati agli enti collegati o comunque vicini ai Caf che hanno prestato l'assistenza fiscale. Una situazione che, in realtà, è ammessa dalla vigente legislazione, anche se ciò «confligge potenzialmente con la necessità di una assoluta terzietà del titolare della funzione». Così, nell'adunanza del 28 giugno 2018, il rappresentante della Consulta dei Caf ha dichiarato la disponibilità della categoria ad affrontare la problematica, anche attraverso una modifica legislativa.

La classifica con gli ultimi dati sul 5 per mille

Gli ultimi dati sul cinque per mille, relativi al 2016 e riportati dal Sole 24 Ore, indicano che solo per 39 organizzazioni il cinque per mille vale oltre un milione di euro. Per oltre 24mila enti, il contributo è sotto i mille euro. In testa alla classifica rimane l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (64,5 milioni), Emergency (13,5 milioni) e Medici senza frontiere (11,4 milioni). Tantissime anche le cosiddette firme generiche, quelle cioè senza il codice fiscale

di un ente, nella ricerca sanitaria: sono il 68% del totale. In testa alle Università, con oltre 800mila euro, c'è il Campus biomedico di Roma, Università privata e Policlinico che ha 25 anni di vita e supera atenei storici come Bologna e Milano.

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