Cassazione: no al risarcimento danni per non essere diventato padre a chi è ingiustamente detenuto
Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: no al risarcimento danni per non essere diventato padre a chi è ingiustamente detenuto

Un uomo ingiustamente detenuto in carcere con l'accusa di omicidio per ben 11 anni, cinque mesi e ventisei giorni e poi assolto a seguito di revisione del processo, ha chiesto di essere risarcito per il fatto di non essere diventato padre. La suprema Corte però (Terza sezione penale, sentenza n.40094/2010) gli ha negato il diritto al risarcimento. Secondo gli Ermellini, infatti, non ci può essere risarcimento per la mancata paternita' perche' tale impossibilita' costituisce una "conseguenza naturale della perdita della liberta' personale". Come si legge in sentenza, l'uomo era stato condannato a 30 anni di reclusione per omicidio e poi assolto in seguito alla revisione del processo. Per l'ingiusta detenzione era stato già accordato un risarcimento di circa un milione e mezzo di euro. L'ex detenuto però voleva anche il risarcimento per la determinata impossibilita' di avere figli data dal fatto che una volta uscito dal carcere la sua compagna era ormai prossima alla menopausa.

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La Corte non esclude in assoluto la risarcibilità di questo danno. Ha solo ritenuto che una simile rivendicazione fosse "del tutto priva di fondamento in mancanza di allegazioni, anche di puro fatto, da cui possa trarsi la convinzione che, oltre alla condizione correlata alla perdita della liberta' fosse intervenuta a causa della detenzione e nel medesimo periodo una patologia di grado elevato". Stesso discorso relativo alla "impossibilita' di diventare padre durante la detenzione, costituendo la stessa - annotano i supremi giudici - una conseguenza naturale della perdita della liberta' personale". L'imputato aveva lamentato una 'impotentia generandi', ma la Cassazione fa notare che "la voce di danno e' stata esclusa con motivazione adeguata, rilevando che non vi sono prove che la relazione fosse preesistente allo stato di detenzione, ma che la stessa e' iniziata dopo la condanna definitiva" dell'uomo.


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