Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: Calcio, strisiconi di protesta si ma lontani dagli stadi

La Cassazione ha stilato un vademecum per i tifosi ed ha chiarito che è lecito esporre manifesti di protesta contro provvedimenti adottati avverso le tifoserie. Questi striscioni però debbono restare lontani dagli stadi. Al contrario non ci sono problemi ad esporre striscioni per prendere in giro squadra avversaria. Questi ultimi infatti, spiega la Corte, sono espression del 'diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero'. Il chiarimento arriva dalla terza sezione penale della suprema Corte (sentenza n.27284/2010) che ha accolto il ricorso di un tifoso denunciato per avere fatto parte di un gruppo che stava inneggiando con striscioni davanti ad uno stadio. Esaminando il caso la Corte ha fatto notare che il tifoso, insieme ad altri, aveva protestato contro alcune norme legislative e lo aveva fatto presso uno stadio diverso da quello in cui si svolgeva la partita della propria squadra. I tifosi si erano radunati "davanti allo stadio di Palermo per ascoltare la radiocronica della partita e qui avevano inscenato una manifestazione di protesta contro adottati e adottandi provvedimenti normativi nei confronti delle tifoserie'.

Altre informazioni su questa sentenza

Gli episodi di contestazione e di manifestazione del pensiero - spiega Piazza Cavour - "non sono avvenuti in occasione o a causa di manifestazione sportive bensi' in occasione e a causa della prevista adozione dei provvedimenti normativi che sono cosa distinta da una manifestazione sportiva''. Il discorso sarebbe stato diverso se tali proteste fossero avvenute ''nei luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive''. Inoltre gli 'ermellini' ricordano che ''non costituisce incitamento, inneggiamento o induzione alla violenza l'esibizione nello stadio in cui si svolge una partita di calcio di una scritta offensiva della squadra avversaria''. E questo perche' non si puo' ''limitare al di la' del necessario il diritto di manifestare liberamente''. Ovviamente il via libera ''non contempla le offese e l'indiretta induzione alla violenza''.


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