Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: niente telefonate dopo la mezzanotte. Basta uno squillo per far scattare la multa

Giro di vite della Cassazione contro gli squilli molesti. Anche una sola telefonata, secondo Piazza Cavour, può considerarsi petulante e tale da arricare disturbo alle persone. E' quanto emerge da una sentenza (n. 36/2010) in cui gli Ermellini spiegano che gli squilli dopo la mezzanotte costituiscono molestia. Confermando una condanna a 300 euro di multa inflitta dai giudici di merito ad un 53enne reo di aver chiamato la ex moglie dopo le 24, i Supremi Giudici spiegano che a quell'ora anche un solo squillo è molesto e l'imputato non merita attenuanti. L'uomo in realtà aveva fatto una sola telefonata sul cellulare della moglie da cui si stava separando, per chiedere informazioni sul figlio che avrebbe dovuto incontrare il giorno precedente. L'incontro non c'era stato perchè la madre aveva portato il bambino con se al mare. La donna per quello squillo aveva presentato querela e lui è stato condannato, in primo grado, per il reato punito dall'art. 660 del codice penale.

Altre informazioni su questa sentenza

Inutilmente l'imputato ha cercato di difendersi in Cassazione spiegando che l'unica chiamata, fatta dopo la mezzanotte, non era motivata dalla volontà di "interferire nella sfera della liberta' della ex moglie ma era stata fatta allo scopo di richiedere informazioni sul figlio". Respingendo il ricorso la Corte ha considerato "impertinenti le considerazioni sull'assenza del requisito della petulanza, avendo la sentenza impugnata basato la decisione sull'esistenza dell'unico biasimevole motivo di recare molestia". Del resto, aggiungono gli 'ermellini', "l'ora in cui era stata effettuata la telefonata, attorno alla mezzanotte, dimostrava sia l'obiettiva molesta intrusione in ore riservate al riposo sia l'evidente intenzione [...] di molestare la moglie piuttosto che di vedere il bambino, che a quell'ora avrebbe dovuto dormire".


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