Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: giro di vite contro i siti pirata. Giudice può chiedere ai provider di bloccare l'accesso

D'ora in avanti sarà vita difficile per i siti pirata che diffondono opere coperte dal diritto d'autore. La Corte di Cassazione, infatti, (Sentenza n.49437/2009) ha stabilito che quando un giudice dispone un sequestro preventivo, può anche ordinare ai provider del servizio di connessione internet di escludere l'accesso al sito al fine di precludere l'attivita' di illecita diffusione di tali opere". La decisione è stata presa con riferimento alla Baia dei Pirati che verrà nuovamente bloccata in Italia. E' stato infatti accolto il ricorso della Procura di Bergamo che originariamente aveva disposto il sequestro del sito tracker torrent The Pirat Bay. Si tratta, spiega la Corte, di "un rafforzamento della cautela che dalla mera sottrazione della disponibilita' della cosa, tipica del sequestro preventivo, si amplia fino a comprendere anche una vera e propria inibitoria di attivita', rispettosa anch'essa del principio di tipicita' e legalita' in quanto riferibile ad espresse e specifiche previsioni normative". Nella parte motiva della sentenza gli ermellini scrivono che "il giudice puo' disporre il sequestro preventivo del sito web il cui gestore concorra nell'attivita' penalmente illecita di diffusione nella rete Internet di opere coperte dal diritto d'autore, senza averne diritto, richiedendo contestualmente che i provider del servizio di connessione Internet escludano l'accesso al sito al limitato fine di precludere l'attivita' di illecita diffusione di tali opere".

Altre informazioni su questa setenza

Il sito oggetto della decisione era finito nel 2008 nel mirino della Guardia di finanza che ne aveva individuato il ruolo attivo nel file sharing in violazione del diritto d'autore. Anche se non conteneva effettivamente nessuno dei file scambiati illegalmente. Come spiega Adnkronos "Il 10 agosto, il gip di Bergamo aveva chiesto il sequestro del sito, anche se fisicamente The Pirate Bay non era in Italia e anche se non vi era nulla da sequestrare: aveva quindi imposto agli Internet Service Provider di disporre filtri per dirottare il traffico degli utenti italiani lontano dalla Baia. Nel settembre 2008, il Tribunale del Riesame di Bergamo, invece, aveva detto che il sequestro preventivo in ambito penale non si sarebbe potuto disporre se non nei casi esplicitamente previsti dalla legge. Ora e' la Cassazione a ristabilire le disposizioni previste in prima istanza dalla Procura di Bergamo, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando al tribunale di Bergamo alla luce del suo dettato".


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