Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: vanno rispettate le 'Iene'. Piena condanna contro chi le aggredisce

Le "Iene" vincono in cassazione. Una sentenza della seconda sezione penale della Corte (sentenza n. 47686 /2009) ha infatti confermato una condanna ad un anno e cinque mesi di reclusione nonché la condanna alla multa di € 500 per rapina e lesioni nei confronti di un panettiere ischitano che circa tre anni fa, nel corso di un'inchiesta condotta dalle Iene sugli aborti clandestini si era reso protagonista di una vera e propria aggressione. Le iene aggredite erano state ferite davanti allo studio di un ginecologo. L'inchiesta riguardava i 'Medici obiettori in ospedale, abortisti nei loro studi' e sfociò in un'aggressione ai giornalisti del programma di Italia Uno. A scatenare la reazione violenta era stato il tentativo dei giornalisti di intervistare un ginecologo. L'uomo che ora è stato condannato in via definitiva dalla corte era intervenuto cercando di impedire ai giornalisti di fare l'intervista. Ne era seguita una vivace discussione durante la quale il panettiere passava le mani procurando lesioni ai due giornalisti e sottraendo la telecamera che aveva ripreso la scena.

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La difesa, in Cassazione, ha contestato il "vizio di motivazione sull'esercizio arbitrario delle proprie ragioni". Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha evidenziato che "la Corte ha ritenuto utilizzabile ai fini di prova una videoregistrazione comprovante l'esecuzione del reato da parte dell'imputato, ritenuta autentica da parte del giudice di merito attraverso l'esame diretto del nastro, e l'individuazione delle modalita' d'uso dell'apparecchio, dei tempi e dei luoghi delle riprese, dell'assenza di tagli o di manipolazioni delle sequenze impressionate, cosi' traendone la certezza sia in ordine alla paternita' delle regsitrazioni sia in ordine all'attendibilita' di quanto da esse documentato". Inoltre, hanno chiarito i supremi giudici, "il giudice ben puo' utilizzare quale elemento di prova, anziche' l'originale, la copia di un documento, quando essa sia idonea ad assicurare l'accertamento dei fatti".


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