Avv. Roberto Cataldi |

Consulenti del lavoro: Licenziamenti per esigenze aziendali? Solo a certe condizioni

La fondazione studi dei consulenti del lavoro esprimendo un parere sui i criteri di scelta da rispettare in caso di licenziamento individuale plurimo per riduzione di personale ha dichiarato che l'esigenza aziendale di ridurre il personale puo' determinare sia un licenziamento collettivo sia un licenziamento individuale (plurimo) per giustificato motivo oggettivo. Tutto dipende dall'esistenza o meno di determinate condizioni. Il licenziamento collettivo e' legato a alla presenza di alcuni elementi che sono: la dimensione dell'impresa (almeno quindici dipendenti), il numero dei licenziamenti (almeno cinque), l'arco temporale di riferimento (centoventi giorni) e l'ambito territoriale (la provincia). Se sussistono questi elementi il licenziamento e' collettivo e il datore di lavoro deve rispettare le regole stabilite dalla legge per questi casi. Se invece mancano questi elementi la riduzione del personale costituisce giustificato motivo oggettivo di licenziamento individuale. In questo caso, si possono verificare due diverse situazioni: il licenziamento individuale per soppressione del posto di lavoro e quelo per riduzione del personale.

Altre informazioni su questo argomento

Dal punto di vista giuridico, se le ragioni produttive od organizzative si riferiscono ai lavoratori in quanto addetti a una specifica attivita' (ad esempio chiusura di una filiale; soppressione di una mansione o di un ufficio; esternalizzazione di un settore), quelli colpiti sono gli addetti all'attivita' in questione e non possono invocare situazioni personali per ottenere che la scelta cada su altri lavoratori. Il datore di lavoro deve, tuttavia, assolvere agli oneri probatori imposti dalla legge: sussistenza e concretezza del presupposto legittimante il licenziamento (l'effettiva soppressione del posto); nesso di causalita' tra posto soppresso e attivita' svolta dal lavoratore licenziato; inutilizzabilita' del lavoratore in altra posizione di lavoro disponibile in azienda. Se le ragioni tecnico od organizzative poste a base del licenziamento non si riferiscono a una determinata attivita' o posizione lavorativa, ma all'esigenza piu' generica di ridurre il personale (di solito per il contenimento dei costi di gestione), precisa la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, il licenziamento puo' colpire - nell'ambito dell'intera azienda o di una parte di essa - tutti i lavoratori occupati o comunque tutti coloro che svolgono analoghe mansioni. Si pone quindi il problema di individuare i criteri che devono essere osservati nella scelta dei lavoratori da licenziare. La selezione dei lavoratori, dunque, non puo' essere compiuta liberamente, ma deve avvenire in conformita' ai criteri di correttezza e buona fede. Devono, quindi, essere scelti per il licenziamento i soggetti con minore anzianita' di servizio, con minori carichi di famiglia, e la cui presenza non e' richiesta da esigenze produttive o organizzative. La giurisprudenza consolidata ammette, tuttavia, un concorso non rigido tra i criteri di scelta, che consenta di dare maggior peso a uno di essi, purche' nell'ambito di una valutazione globale e, in ogni caso, senza annullare completamente l'incidenza degli altri criteri.


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