La Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (Sent. n. 4594/2009) ha stabilito che non sono sufficienti le fatture e una regolare contabilità per salvare le società, in particolare le cosiddette cartiere, dall'accertamento induttivo: se manca la struttura, infatti, il fisco può recuperare le imposte.
In particolare, gli Ermellini hanno evidenziato che “una contabilità apparentemente corretta e la regolare tenuta dei registri e di altra documentazione non possa essere di ostacolo ad un accertamento fondato su altri elementi anche induttivi. Infatti, l'art. 56 D.P.R. n. 633/1972 dispone che, in tema di accertamento delle imposte, anche in presenza di una contabilità formalmente regolare come nella specie, è consentito procedere alla rettifica della dichiarazione, senza riscontro analitico della documentazione, secondo il metodo cosiddetto ‘induttivo', purché l'accertamento in rettifica risulti fondato su presunzioni assistite dai requisiti previsti dall'art. 2729 cod. civ. e desunte da fatti certi e da dati di comune esperienza, oltre che da concreti e significativi elementi offerti dalle singole fattispecie”.
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