Uomini e donne del mondo della politica, della magistratura, delle forze dell'ordine, della società civile, oggi non sarebbero vive se i collaboratori o, per dirla in termini giornalistici, i “pentiti”, non avessero raccontato ciò che sapevano della struttura criminale alla quale appartenevano. Eppure, il “pentitismo” è stato spesso demonizzato e variamente interpretato.
I collaboratori non sono certo persone integerrime, hanno commesso reati, anche atroci, ma le loro dichiarazioni hanno spesso evitato omicidi, stragi, hanno fatto ritrovare depositi di armi, hanno sgominato traffici di droga. Ascoltare le loro dichiarazioni e riscontrarle con dati oggettivi è dunque importante.
La lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso...
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