Avv. Roberto Cataldi |

Pari opportunità: aumentano le discriminazioni delle donne sul lavoro

Nel corso di un incontro organizzato dall'Ufficio della consigliera nazionale di parità è emerso che in Italia, il fenomeno della discriminazione femminile sul posto di lavoro è in aumento. All'incontro, che ha visto riunite a Roma tutte le consigliere di parità regionali e provinciali, hanno partecipato rappresentanti istituzionali dei ministeri del Lavoro, Salute e Politiche sociali e delle Pari Opportunita' e di Italia Lavoro. 'Il fenomeno - ha dichiarato Paolo Pennesi, direttore generale per l'Attivita' Ispettiva del ministero del Lavoro - non solo non e' recessivo, ma mostra segnali di aumento. Nel 2007 abbiamo registrato 181 casi di discriminazione legati alla mancata tutela economica delle mamme lavoratrici e 260 relativi alla mancata tutela fisica delle lavoratrici gestanti. Ebbene, nel primo semestre del 2008, i mancati riconoscimenti economici hanno interessato 286 donne lavoratrici, mentre 118 quelle in stato interessante'. Secondo quanto riferisce Pennesi molte donne lavoratrici continuano a subire forme di mobbing e di molestie. 'Ancora oggi – spiega - si riscontrano molti atti di demansionamento e dequalificazione professionale, oltre che vere e proprie molestie non necessariamente di natura sessuale'. Per questo 'e' fondamentale l'apporto degli ispettori del lavoro' anche se “gli ispettori devono avere un'adeguata formazione per portare alla luce fenomeni di discriminazione. In alcuni casi, infatti, e' fondamentale trovare le prove di un'eventuale forma discriminatoria. Per questo, e' necessario raggiungere un'intesa con la Rete delle consigliere di parità a livello provinciale e regionale. Non dimentichiamo, poi, che persistono ancora episodi di tratta che riguardano soprattutto le donne extracomunitarie'. Secondo Pennesi il punto di partenza per combattere le discriminazioni delle donne sul lavoro è “il protocollo d'intesa siglato quasi due anni fa dalla nostra direzione con l'allora consigliera nazionale di parità, Isabella Rauti. Un protocollo utile e interessante perché prefigurava un'intesa quadro cui dovevano seguire altri protocolli di carattere operativo. Ma non mi sembra che questo accordo abbia avuto ricadute 'pratiche' sul territorio'. Intervenendo nel dibattito, Francesco Verbaro, segretario generale e direttore generale del Mercato del lavoro del ministero, ha evidenziato che 'superando la frammentazione degli interventi della politica, e' importante coinvolgere tutte le direzioni generali: la Rete delle consigliere di parità potrà essere molto utile perché attenta alle problematiche legate non solo al lavoro, ma anche alla salute e al welfare'.

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Il direttore generale Risorse Umane e Affari generali del ministero del Lavoro (Massimo Pianese), rivolgendosi alle consigliere provinciali di parita' presenti all'incontro, ha dato la propria disponibilita' per quanto di sua competenza, ricordando che ''sul territorio gestiamo 8.000 persone compresi gli ispettori del lavoro''. Anche il ministero per le Pari Opportunita' ha messo in campo una serie di iniziative per contrastare le discriminazioni femminili sul lavoro. ''Da subito -ha annunciato Isabella Rauti, capo dipartimento del ministero guidato da Mara Carfagna- con la Rete nazionale delle consigliere di parità si deve tracciare un periodo di lavoro comune. Al ministero e' in corso di valutazione il bando numero 2 sulla violenza alle donne e stiamo ragionando su un pacchetto di misure, sostenute anche finanziariamente, che favoriscano la conciliazione tra i tempi di vita con quelli di lavoro. E', inoltre, allo studio l'ipotesi di modificare la diramazione del Dipartimento che si occupa solo di discriminazione su appartenenza etnica, estendendola anche ad altre forme di discriminazione''. ''Nel nostro Paese -ha detto il presidente di Italia Lavoro, Natale Forlani- esiste una problematica generale sulle donne nel mercato del lavoro, ma e' difficile pensare di affrontarla come fosse un'unica questione. Il mercato del lavoro e' ancora squilibrato territorialmente e purtroppo si accentua il fenomeno della 'sotto-utilizzazione' delle giovani donne qualificate. Molti problemi sono 'compensati' dal lavoro sommerso e ciò rappresenta un deficit di tipo politico sintomo di una carenza delle politiche di welfare. E' necessario realizzare riforme che possano diventare un volano per creare buona occupazione, generando domanda e offerta di qualità. Italia Lavoro ha portato avanti diversi progetti non solo per aiutare le donne lavoratrici ma anche per sostenere le famiglie. Le energie ci sono e con una buona politica ce la possiamo fare''.


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