Avv. Roberto Cataldi |

Sanità: Si evitano le terapie per la paura di sbagliare

Da uno studio condotto dall'Universita' di Bari e presentato al convegno 'Risk management in Sanita': gestione e prevenzione del rischio', è emerso che "quattro errori medici su 10 sono [...] causati dal mancato intervento del 'camice bianco'. Spesso per paura di sbagliare". Lo studio prende in analisi 1286 sentenze della Corte di Cassazione pronunciate tra il 1995 e il 2006. In una nota, Alessandro Dell'Erba, professore associato di Medicina Legale presso l'Università degli Studi di Bari evidenzia che dallo studio "si puo' rilevare come la ritardata prestazione (5%), l'errata prescrizione, trascrizione e somministrazione di un farmaco (1,5%) si attestino su percentuali decisamente piu' basse rispetto all'inadeguata (43,2%) o omessa prestazione (39,7%). Il numero dei sinistri - secondo dati Ania - e' aumentato in dieci anni dai 9.484 del 1994 ai 27.953 del 2004. Il motivo principale che è alla base dell'omessa prestazione, spiega l'esperto, è spesso rintracciabile in un atteggiamento di difesa da parte del medico che "per il timore di sbagliare, evita di intervenire. Commettendo in tal modo un errore".

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"Abbiamo svolto quest'analisi - aggiunge Dell'Erba - come primo tassello del 'Progetto Clinical Risk Management' della Puglia, di cui sono coordinatore scientifico. Nella nostra Regione non esiste ne' un sistema di monitoraggio ne' una rete regionale per la gestione del rischio clinico: la nostra iniziativa, ha l'obiettivo di mettere a punto un sistema organico per la rilevazione dei sinistri e degli eventi sentinella che avvengono nelle unita' del Servizio sanitario regionale (Ssr). Si potranno in tal modo evidenziare tempestivamente le criticita' ed elaborare le azioni correttive specifiche". Secondo Dell'Erba la riduzione degli errori medici si può ottenere solo attraverso un cambio di mentalita'. "Solo la consapevolezza della possibilita' di errore da parte del singolo medico e di tutto il sistema - commenta Dell'Erba - puo' portare ad un miglioramento. E' necessario superare l'assioma per cui errore significa sempre colpa o danno. La condivisione della fallibilita', che va oltre la prospettiva personale, consente di identificare le zone a rischio dei sistemi assistenziali".


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