Metodologia, ruolo del consulente e casi di dissimulazione della firma

La consulenza tecnica grafologica è una disciplina specialistica finalizzata all'accertamento dell'autenticità o della falsità di scritture e firme mediante il confronto con manoscritti e sottoscrizioni certamente attribuibili al soggetto interessato.

È importante precisare che il semplice disconoscimento di una firma non costituisce prova della sua falsità. Per sostenere una contestazione sono necessari elementi oggettivi e verificabili, fondati su scritture comparative originali, coeve ai documenti contestati e riconducibili con certezza all'autore.

L'indagine grafologica si basa su una metodologia rigorosa che richiede un adeguato materiale di confronto. In ambito civile tale documentazione viene generalmente fornita dal cliente; in ambito penale, invece, l'attività è più complessa e richiede una stretta collaborazione tra il consulente grafologo e il difensore, soprattutto quando l'accertamento può incidere in modo significativo sulla posizione processuale dell'indagato.

Il Consulente Tecnico di Parte (CTP) svolge un ruolo di grande rilevanza, offrendo al giudice un contributo specialistico fondato su competenze tecniche e scientifiche. Tuttavia, l'attività peritale in sede penale incontra spesso difficoltà operative, quali l'accesso limitato agli atti o la disponibilità di sole copie fotostatiche.

Un fenomeno particolarmente interessante è quello della dissimulazione della firma, che si verifica quando una persona modifica volontariamente il proprio gesto grafico per rendersi apparentemente irriconoscibile e poter successivamente disconoscere la sottoscrizione. In tali casi emergono spesso variazioni artificiose, incoerenze e alterazioni che finiscono per evidenziare proprio il tentativo di mascheramento.

Come osservava Klages, gli elementi più facilmente modificabili sono le lettere, i tratti iniziali e finali e l'inclinazione della scrittura. Tuttavia, la spontaneità del gesto grafico lascia frequentemente tracce difficili da eliminare.

Concludo sottolineando che non sempre è possibile redigere una perizia favorevole a chi la richiede. Ogni valutazione deve basarsi su materiale comparativo certo, su un'analisi metodica e sull'impiego di adeguati strumenti tecnologici. L'esperienza professionale è importante, ma da sola non basta. La credibilità della grafologia forense risiede nell'applicazione di procedure oggettive, verificabili e scientificamente fondate, nel pieno rispetto dei principi di imparzialità e rigore tecnico.


D.SSA ELISABETTA MURA

GIURISTA - GRAFOLOGO FORENSE

CONSULENTE GRAFODIAGNOSTICO

EDUCATRICE E RIEDUCATRICE DEL GESTO GRAFICO

studiografologicomura@gmail.com

3714585920

www.grafologotorino.it


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