Il diritto dell'accusato di farsi assistere gratuitamente da un interprete, se non comprende o non parla la lingua usata in udienza, oltre ad essere già da tempo riconosciuto in varie convenzioni internazionali, è altresì riconducibile alla garanzia costituzionale del diritto di difesa ed al diritto al giusto processo.
Ai fini di un concreto ed effettivo esercizio del proprio diritto alla difesa, così come previsto dall'art. 24 della Costituzione, l'imputato deve infatti poter comprendere, nella lingua da lui conosciuta, il significato degli atti e delle attività processuali.
Inoltre, secondo quanto previsto dall'art. 111 della Costituzione, la legge assicura che "la persona accusata di un reato [...] sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo".
Sulla scorta di tali prinicipi, considerato che....leggi tutto....
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