Dopo le richieste della Commissione, il servizio di messaggistica avrà tempo fino alla fine di febbraio per rispondere
messaggi WhatsApp sul telefono

WhatsApp e trattamento dati, la lettera dell'Ue

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Il trattamento dei dati degli utenti e quindi sulla privacy ancora al centro di diatribe tra l'Unione europea ed il servizio di messaggistica WhatsApp. Arriva dalla Commissione europea e dalla rete delle autorità nazionali per i consumatori (Cpc) una missiva che chiede all'azienda di chiarire le modifiche apportate nel 2021 ai suoi termini di servizio e alla politica sulla privacy e garantire la loro conformità alla legge Ue sulla protezione dei consumatori. A sollevare il caso è stata l'organizzazione europea dei consumatori che, lo scorso luglio, aveva segnalato a Bruxelles presunte pressioni che l'applicazione di messaggistica avrebbe esercitato nei confronti dei suoi utenti al fine di accettare le nuovi condizioni d'uso e sulla privacy.

La tutela dei consumatori

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La missiva riporta, in particolare, le preoccupazioni sul diritto dei consumatori a ricevere informazioni sufficientemente chiare sulle conseguenze della loro decisione di accettare o rifiutare i nuovi termini di servizio dell'azienda, ma anche la liceità delle notifiche in-app di WhatsApp che spingono i consumatori ad accettare i nuovi termini e l'informativa sulla privacy. La Commissione e le autorità dei consumatori manifestano inoltre preoccupazione per lo scambio di dati personali degli utenti tra WhatsApp e terze parti o altre società di Facebook/Meta, la multinazionale americana proprietaria anche della app di messaggistica.

WhatsApp, le accuse della Commissione

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Secondo l'accusa, i messaggi e l'informativa con cui WhatsApp aveva avvisato dei cambiamenti gli utenti risultavano «sono poco chiari e intelligibili e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy». Infatti, dai termini di servizio e dalla nuova informativa non era possibile comprendere quali fossero le modifiche introdotte, né quali trattamenti di dati erano in concreto effettuati dal servizio di messaggistica.

Altre imprecisioni riguardavano le modalità per la acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati, le misure per garantire l'esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa europea sulla privacy, e il diritto di opposizione sembravano poter essere esercitati in un arco di tempo limitato.

Le richieste dell'Ue

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Cosa chiede dunque l'Europa? Intanto un chiarimento su come l'app adempie ai propri obblighi ai sensi della legge riguardo la protezione dei consumatori; se ai consumatori vengano fornite informazioni sufficientemente chiare sulle conseguenze della loro decisione di accettare o rifiutare i nuovi termini di servizio dell'azienda; l'equità delle notifiche in-app di WhatsApp che spingono i consumatori ad accettare i nuovi termini e la politica sulla privacy; e se i consumatori hanno possibilità adeguata di conoscere le nuove condizioni prima di accettarle.

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Foto: 123rf.com
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