La Cassazione ricorda che integra il reato di abbandono di minori lasciare i figli addormentati in auto e andare a ballare perché in questo modo si viola l'onere della cura
bambino da solo in auto con viso triste

Reato di abbandono di minori

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Corrette per la Cassazione le conclusioni a cui è giunta la Corte di Appello nel condannare una mamma che, come emerso chiaramente dalle prove raccolte, in diverse occasioni ha lasciato i figli minori in auto addormentati per andare a ballare. Nel momento in cui infatti si accetta di esporre al pericolo, anche solo potenziale, dei minori e si persiste nella condotta il reato di abbandono è integrato. Queste le conclusioni della Cassazione esposte nella sentenza n. 44657/2021 (sotto allegata).

La vicenda processuale

La Corte di Appello condanna una madre per il reato di abbandono in concorso formale, perché in diverse occasioni ha lasciato i figli minori nella sua autovettura, soli e addormentati, per recarsi in locali di pubblico divertimento.

C'è abbandono se la mamma sorveglia i figli lasciati in auto?

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Nel ricorrere in Cassazione la donna si affida a 5 motivi di ricorso per far valere le proprie ragioni.
Con il primo motivo contesta l'addebito per il reato di abbandono in relazione a un episodio in particolare perché l'auto quella sera era rimasta parcheggiata davanti alla casa della madre.
Con il secondo contesta l'attendibilità di due testimoni perché vicini al marito, che ha sporto denuncia nei suoi confronti. Ritiene inoltre che sia stato dato troppo credito alle riprese delle telecamere e che la Corte abbia errato nel ritenere che la stessa non vigilasse i minori lasciati in auto.
Per la donna inoltre l'elemento oggettivo del reato e il pericolo che avrebbero corso i minori e che è stato solo ipotizzato non sussiste, visto che la stessa ha sempre sorvegliato l'auto in cui si i bambini dormivano.
Contesta poi la decisione con la quale la stessa è stata condannata anche in sede civile.

Abbandono di minori lasciare i figli incustoditi in auto di notte

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La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per i motivi che si vanno a illustrare.
Il primo motivo con cui si contesta la correlazione tra accusa e sentenza è manifestamente infondato perché non c'è violazione di detto principio solo per contrasto tra data effettiva e data diversa del reato contestato, se dagli atti emerge il tempo di consumazione del reato.

Inammissibile invece il secondo motivo perché le ricostruzioni alternative dei testi della difesa non sono state ritenute attendibili dalla Corte di merito, anche perché trattasi di amici dell'imputata che hanno trascorso con la stessa le serate nei locali.

Manifestamente infondato il terzo motivo perché "l'elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori o incapaci, di cui all'art 591 cod. pen è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l'incolumità del soggetto passivo." Non è quindi illogico che la Corte, una volta dimostrata la condotta dell'imputata, abbia ritenuto sussistente una situazione di pericolo, quantomeno potenziale, per i minori in virtù delle tante ore trascorse di notte nell'abitacolo senza sorveglianza.

Per quanto riguarda poi l'elemento soggettivo la Corte ricorda che per integrare il reato di abbandono è sufficiente il dolo generico o eventuale, che sussiste quando si accerta che l'agente persiste nella sua condotta accettandone i rischi, pur essendosi rappresentato, in conseguenza del suo comportamento inerte, la possibilità concreta di un abbandono del soggetto passivo in grado di metterlo in pericolo.

Manifestamente infondati infine anche il quinto e il sesto motivo sulle statuizioni civili. Ricorso inammissibile quindi e condanna dell'imputata a pagare 3000 euro alla cassa delle ammende e a rifondere le spese della parte civile sostenute nel grado di giudizio, come da dispositivo.
Scarica pdf Cassazione n. 44657/2021
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