La struttura del codice unico potrà essere utilizzata anche come base di riferimento per ridisegnare i settori produttivi

CCNL: che cos'è il codice unico alfanumerico

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Un codice alfanumerico unico per i contratti collettivi nazionali di lavoro. Così è stabilito dall'art. 16 - quater: dunque il dato relativo al contratto collettivo nazionale applicato al lavoratore deve essere indicato tramite il codice alfanumerico unico attribuito dal Cnel. Era stato il decreto Semplificazioni ad istituire il codice alfanumerico unico dei Ccnl, che ne ha assegnato l'attribuzione al Cnel, con la gestione dell'Archivio nazionale dei contratti di lavoro pubblici e privati.

L'evento di presentazione ieri a Roma col presidente del Cnel Tiziano Treu, il presidente dell'Inps Pasquale Tridico, il capo di gabinetto del Ministero del Lavoro Elisabetta Cesqui e, in videocollegamento, il direttore dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro Bruno Giordano. L'obiettivo da raggiungere è «semplificare e chiarificare un identikit preciso dei contratti e una banca dati unica per tutte le amministrazioni che lo dovranno adottare» spiega Treu.

Codice alfanumerico unico, i chiarimenti dell'Inps

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È stata la circolare dell'Inps n. 170 del 12 novembre 2021 a enucleare le comunicazioni mensili dei datori di lavoro con matricola DM (posizione contributiva) che applicano CCNL del settore privato. Stabilito inoltre il passaggio sul flusso UNIEMENS al codice alfanumerico unico del CNEL, con alcune indicazioni operative per la sua valorizzazione. Questo passaggio prevede un periodo di transizione, di durata bimestrale (competenze di dicembre 2021 e gennaio 2022), durante il quale si potrà usare anche il codice INPS, per dare la possibilità ai datori di lavoro, ai consulenti/intermediari e ai loro applicativi di adeguarsi alla nuova situazione. Dalla competenza di febbraio 2022, la trasmissione del dato relativo al CCNL avverrà esclusivamente mediante il codice alfanumerico unico.

Codice alfanumerico unico, l'anagrafe comune

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Una collaborazione inter-istituzionale nata con lo scopo ben preciso di costituire di un'anagrafe comune dei contratti collettivi organizzata nell'ambito di servizio pubblico e trasparenza. Tutto ciò è legato alla grande crescita che si è riscontrata negli ultimi decenni dei CCNL. Al momento se ne contano 933. Il codice unico potrà essere usato come riferimento per ridisegnare i settori produttivi e i rispettivi confini, e per associare i codici CNEL dei CCNL ai codici AtEco delle attività fino alla sesta cifra. Al momento dà la possibilità di abbinare a ciascun contratto reperibile nell'archivio del CNEL il numero di lavoratori dipendenti ai quali è applicato, rilevato sulla base del flusso di comunicazioni UNIEMENS che i datori di lavoro trasmettono all'Inps.


Foto: 123rf.com
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