Niente quarantena in caso di un solo positivo in classe, si resta a casa dai tre in su. Ecco le nuove regole per la scuola in vigore dall'8 novembre

Scuola e covid, le nuove regole

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Cambiano di nuovo le regole per la scuola e le quarantene. Provvedimenti in vista di un possibile aumento dei contagi e di un prolungamento dello stato d'emergenza. È stato l'Istituto superiore di sanità, coi ministeri della Salute e dell'Istruzione e le Regioni a stilare la bozza del documento per «l'individuazione e la gestione dei contatti di casi Covid-19 in ambito scolastico». Da registrare l'ok del Garante della Privacy dopo l'apposizione di alcune modifiche. La prima novità è la "sorveglianza con testing" con un solo caso positivo. La quarantena per tutta la classe scatterebbe in presenza di tre casi positivi. Si sono detti impazienti di ricevere le nuove i dirigenti dell'Anp, in maniera tale che, si augurano, l'agire delle Asl possa essere uniforme. La finalità del protocollo è ridurre il periodo di isolamento dei ragazzi vaccinati per salvare la scuola in presenza e non tornare alla didattica a distanza.

Le regole entrano in vigore dall'8 novembre. Viene inviata alle scuole e viene resa disponibile anche sul sito del Ministero dell'Istruzione, la nota tecnica con le nuove "Indicazioni per l'individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico" (in allegato).

Scuola e covid, sorveglianza con testing

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Secondo il protocollo niente quarantena in caso di un solo positivo in classe, si resta a casa dai tre in su. La novità è la sorveglianza con testing. Si intende cioè che gli alunni e i docenti vengano testati appena scoperto il contatto con positivo e, in caso di negatività, possano continuare ad andare a scuola, senza osservare la quarantena. Il tampone viene ripetuto dopo cinque giorni. Quando infatti l'Asl sarà impossibilitata ad effettuare un intervento tempestivo sarà il dirigente scolastico autorizzato «in via eccezionale ed urgente» a sospendere temporaneamente le attività didattiche e avviare le misure del protocollo. I destinatari saranno insegnanti e famiglie degli alunni che sono stati a contatto con il caso confermato 48 ore prima dei sintomi o dell'esecuzione del test (se il caso è asintomatico). L'Asl arriverà in un momento successivo ma avrà ha l'ultima parola in fatto di individuazione dei contatti stretti e non. In presenza di un caso positivo in ambito scolastico, le azioni di sanità pubblica ricadono nell'ambito delle competenze dei Dipartimenti di Prevenzione (DdP) che risultano incaricati della disposizione delle misure sanitarie da intraprendere, inclusi l'isolamento dei casi, la quarantena dei contatti e le tempistiche per il rientro a scuola degli alunni/studenti/operatori scolastici. Fino all'intervento dell'autorità sanitaria, nell'immediatezza della conoscenza del caso positivo, l'Istituto scolastico attiva la seguente procedura già definita e standardizzata, che non comporta alcuna valutazione discrezionale di carattere sanitario. Il dirigente scolastico, o un suo delegato:- informa il DdP della presenza del caso positivo a scuola; individua i "contatti scolastici", come di seguito riportato;sospende temporaneamente le attività didattiche in presenza per i "contatti scolastici";trasmette ai "contatti scolastici" le indicazioni standardizzate preventivamente predisposte dal DdP; segnala al DdP i "contatti scolastici" individuati.

Ai presidi, l'individuazione dei "contatti scolastici"

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Il dirigente scolastico individua come "contatti scolastici":

- i bambini appartenenti alla stessa sezione/gruppo del caso positivo per i servizi educativi per l'infanzia e le scuole dell'infanzia,

- i compagni di classe del caso positivo (per la scuola primaria e secondaria),

- il personale scolastico (educatori/operatori/insegnanti) che ha svolto attività in presenza per almeno 4 ore nello stesso ambiente del caso positivo

Sono comunque presi in considerazione i contatti intervenuti nelle 48 ore prima dell'insorgenza dei sintomi del caso oppure nelle 48 ore antecedenti la data dell'esecuzione del test risultato positivo (se il caso è asintomatico). Con riferimento a tali soggetti, fino all'intervento dell'autorità sanitaria, il dirigente scolastico (o suo delegato) è autorizzato a sospendere temporaneamente le attività didattiche in presenza e trasmette loro le disposizioni standardizzate, preventivamente predisposte dalle autorità sanitarie, contenenti le indicazioni da seguire.

La principale novità è rappresentata dal fatto che i "contatti scolastici" sono sottoposti, secondo tali indicazioni, a sorveglianza con testing e devono, dunque, effettuare test diagnostici con le tempistiche indicate nel documento tecnico e predisposte dal DdP: se il risultato è negativo possono rientrare a scuola;

se invece è positivo, non possono rientrare a scuola e devono informare il DdP e il MMG/PLS. Il DdP informa tempestivamente il dirigente scolastico/referente scolastico Covid-19 in caso di ulteriori casi positivi. Il dirigente scolastico/referente scolastico COVID-19 sarà informato secondo le procedure adottate localmente per i casi positivi occorsi tra gli studenti e gli operatori scolastici.

I compagni dello studente (o del docente) positivo devono fare il "tampone 0", cioè prima possibile (la Asl deve somministrarlo rapidamente). Tornano in classe se il risultato è negativo. Successivamente altri cinque fanno l'altro test. Per i docenti che hanno svolto attività in presenza nella classe dell'alunno positivo, i casi sono due: se sono vaccinati fanno il test e restano a scuola, se non lo sono vanno in quarantena per 10 giorni anche se il primo test è negativo. Rientrano se il nuovo tampone è negativo. Per le altre classi non sono previsti provvedimenti, salvo disposizioni diverse della Asl.

Se ci sono due casi gli alunni vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi proseguono la sorveglianza con i due test, a zero e cinque giorni.

Quelli non vaccinati invece vanno in quarantena 10 giorni anche se negativi al primo esame.

Per i docenti si procede allo stesso modo (come già succedeva per un solo caso). Ovviamente alle elementari e in prima media, cioè le scuole frequentate dagli under 12 che non possono essere vaccinati, vanno tutti a casa 10 giorni.

In presenza di tre casi studenti e docenti che hanno svolto attività in presenza, dopo aver fatto il primo tampone, anche se negativo, vanno in quarantena. L'isolamento dura 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati.

Condizioni di rientro a scuola e tipologie di tampone

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Circa le condizioni di rientro a scuola per i soggetti sottoposti a misure di salute pubblica, è previsto che il rientro a scuola dei soggetti sottoposti a sorveglianza con testing può avvenire solo se questi sono in possesso di attestazione rilasciata dai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica in merito all'effettuazione del tampone e all'avvenuto rilascio del relativo risultato ovvero in seguito ad una comunicazione da parte del DdP; le condizioni per il rientro a scuola dei soggetti posti in quarantena sono verificate da parte dei DdPin applicazione della Circolare del Ministero della Salute n. 36254 del 11 agosto 2021 che prevede misure differenti in funzione dello stato vaccinale o dell'esito del test diagnostico; tali dati non sono nella disponibilità della scuola e quindi non vanno trattati. Si ritiene utile evidenziare, infine, che i DdP provvederanno ad individuare, per ciascun Istituto, figure istituzionali che possano, in qualità di referenti, intervenire tempestivamente e in ogni fase della procedura a supporto del dirigente scolastico/referente scolastico COVID-19.Sono previsti due tipi di tamponi in aggiunta a quelli già usati in caso di quarantena. Uno è il "T0", che va fatto appena c'è un caso positivo, l'altro è il "T5", da fare dopo cinque giorni. Va bene uno dei test indicati per il Green Pass: molecolare, rapido, o con prelievo salivare (e analisi sempre molecolare). Le regole che seguono sono valide per tutte le scuole dalle elementari in su.

Scarica pdf Nota prot. 1218 del 6 novembre 2021

Foto: 123rf.com
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