La Cassazione Penale ha deciso per una linea dura nei confronti degli spacciatori di stupefacenti ed ha così confermato una condanna precedentemente inflitta dalla Corte di Appello di Genova a tre anni e otto mesi di reclusione oltre a € 40 mila di multa e l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, ad un “pusher”, reo di aver "illecitamente importato nel territorio nazionale, detenuto a fine di spaccio e trasportato una ingente quantità di haschish (pari a 11770 grammi)".
Nella motivazione, i Giudici della Corte affermano che nel caso di specie non possono essere applicati sconti di pena "sia e soprattutto in relazione al pericolo di evidente compromissione della
salute pubblica, con il coinvolgimento di un numero significativamente rilevante di tossicodipendenti e conseguente pericolo della loro salute, a prescindere dalla vastità dell'area interessata allo spaccio".
Articoli correlati
In evidenza oggi
- Mancata conoscenza del processo e "non doversi procedere"
- Analisi del programma di Futuro Nazionale
- Il caso Malagò tra difetto originario di candidabilità e limiti del potere di commissariamento
- L'azienda può togliere i buoni pasto? Uso aziendale, contratto e limiti alla revoca
- Insieme contro la violenza

