Partita la raccolta firme per promuovere il Referendum per abrogare le disposizioni inerenti il Green pass. Tra i promotori Carlo Freccero, Ugo Mattei e il presidente emerito della Cassazione, Paolo Sceusa
parola referendum in un labirinto

Green pass, al via la raccolta firme per il referendum abrogativo

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E' partita la raccolta di firme per promuovere un Referendum che possa abrogare le disposizioni inerenti il Green pass. Una iniziativa, chiarisce su pressenza.com il Professor Luca Marini, che servirà a «dare voce ai milioni di Italiani che, da quasi due anni, sollevano dubbi e interrogativi sulla gestione dell'emergenza sanitaria e che ormai assistono quotidianamente alla crescita di un clima di odio e di violenza alimentato anche dalle Istituzioni.

Il Green Pass, tra l'altro, per esplicita ammissione di chi lo propone, non ha alcuna valenza sanitaria, bisogna evitare invece che l'emergenza sanitaria si trasformi in emergenza democratica». È una gara contro il tempo dati «i termini imposti dall'adozione del Decreto Legge in pieno agosto. Ma è un tentativo che va fatto a tutti i costi, anche perché nessuna proposta di referendum abrogativo potrà più essere presentata a partire dall'ottobre 2021 e fino alla metà del 2024, a causa delle scadenze incrociate derivanti dalla fine del mandato e dalla conseguente rielezione delle Camere».

Le modalità per votare: già online il sito

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Intanto è già online il sito www.referendumnogreenpass.it per raccogliere le firme contro il green pass: giovedì 16 settembre è stata depositata presso gli uffici della Cassazione la richiesta di procedere alla raccolta firme per il referendum abrogativo delle disposizioni di legge sul Green Pass.

La raccolta aggiunge l'avvocato Olga Milanese, tra i promotori, è stata pensata «con l'aiuto del prof. Luca Marini, del prof. Francesco Benozzo, del Presidente Paolo Sceusa, del dott. Carlo Freccero, il prezioso sostegno del prof. Ugo Mattei e l'entusiastico appoggio di tanti studenti universitari e rappresentanti della società civile». L'obiettivo, si legge in una nota, è "manifestare il proprio sdegno e il proprio dissenso nei confronti della deriva antidemocratica in atto".

Si tratta - prosegue il comunicato - di una proposta referendaria fortemente voluta e promossa da studenti e cittadini determinati a preservare le basi della nostra civiltà giuridica, condizione essenziale per assicurare a tutti un futuro solidale in linea con i dettami della Costituzione repubblicana, di cui il popolo è ormai chiamato a farsi garante".

«Le votazioni - spiega Milanese - avverranno con tre modalità: online, tramite sottoscrizione dei quesiti con firma digitale (sul sito referendumgreenpass.it), per cui sarebbe utile avere una lista di e-mail di persone contrarie alla misura che potrebbero voler votare per informarle in modo diretto, qualora gli altri canali informativi dovessero essere ostacolati in qualche modo. Tramite raccolta fisica delle firme e qui la collaborazione degli avvocati diventa fondamentale. Ci rivolgeremo ai nostri colleghi su tutto il territorio nazionale. Coloro che daranno la propria disponibilità in giorni ed orari specifici a raccogliere le firme presso i propri studi (o ovunque vogliano, in quanto l'avvocato può autenticare in tutta Italia), compilando i moduli che forniremo ed autenticando le firme alla fine di ogni modulo, saranno inseriti nell'elenco sul sito. Abbiamo predisposto un vademecum con tutti i passaggi necessari e sarà mandato a tutti coloro che si renderanno disponibili. Sarà reperibile anche sul sito. La procedura è molto semplice - infine - ciascuno potrà, poi, attivare la raccolta firme nel proprio Comune, depositando i moduli che forniremo ed invitando le persone a recarsi presso l'ufficio per sottoscrivere i quesiti. Alla scadenza dei termini i moduli sottoscritti andranno ritirati ed inviati ai promotori».

L'obiettivo è di 500mila firme entro il 30 settembre, secondo quanto stabilito dalla legge.

Green pass, il ricorso alla giustizia Ue

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Intanto la querelle sul green pass finisce anche in Europa. È stato presentato davanti al Tribunale dell'Unione europea un ricorso per chiedere l'annullamento del regolamento sul pass sanitario Ue. Lo riporta l'Ansa (citando il sito di informazione Contexte), nel rendere pubblico un documento del Consiglio Ue distribuito alla riunione degli ambasciatori svoltasi qualche giorno fa. Il ricorso nei confronti del Consiglio e del Parlamento europei è stato presentato il 30 agosto. Nel documento viene chiesto l'annullamento totale del regolamento, e in attesa della decisione della giustizia europea, l'immediata sospensione delle disposizioni.

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Foto: 123rf.com
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