Cosa fare se c'è disaccordo tra genitori sulla vaccinazione del figlio e cosa può fare il grande minore che si vuole vaccinare contro il parere dei genitori
genitori litigano davanti al figlio

A.M.I: scontri genitori figli sui vaccini

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Un recentissimo articolo, pubblicato sul sito dell'AMI, Associazione avvocati Matrimonialisti Italiani annuncia "Bari, figli contro genitori no vax: battaglia sui diritti in vista."

Dall'A.M.I della Regione Toscana il presidente Avv. Gianni Baldini segnala che sono sempre più frequenti gli sconti genitori figli sui vaccini. Litigi che si verificano soprattutto perché, mentre i figli si dicono pronti a ricevere il vaccino anti Covid per riacquistare la libertà perduta da oltre un anno, i genitori la ritengono superflua, visto che i danni sugli adolescenti, a loro dire, sono meno rischiosi di quelli che è in grado di provocare l'influenza.

Sulla questione Firenze e ad Arezzo sono state lo scenario di due scontri tra figli e genitori naturali in un caso e genitori in corso di separazione nell'altro, proprio in relazione alla vaccinazione anti-Covid. La domanda questo punto è: come si risolvono questi contrasti? Cosa dice la legge al riguardo? Vediamolo insieme.

Scontro tra genitori sul vaccino: la parola al giudice

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Può accadere che il contrasto veda protagonisti i due genitori sulla vaccinazione del figlio. In questo caso, se la coppia sta insieme, occorre fare riferimento a quanto dispone l'art. 316 c.c sulla responsabilità genitoriale. Questa norma impone infatti ai genitori di esercitarla di comune accordo, così come di comune accordo devono essere prese le decisioni più importanti che riguardano la vita del figlio.

Accordo che, se non viene raggiunto, legittima ciascuno dei genitori a ricorrere al giudice, il quale una volta sentiti madre e padre e ascoltato il minore di età superiore ai 12 anni o inferiore (se capace di discernimento), suggerisce le determinazioni che ritiene più utili soprattutto nell'interesse del figlio e dell'unità della famiglia.

Può capitare tuttavia che neppure il giudice riesca risolvere questa situazione di stallo. In questo caso il giudice attribuisce il potere decisionale a quello dei genitori che ritiene più idoneo, nel caso specifico, a tutelare gli interessi del minore.

In caso di coppia separata invece l'art. 709 ter c.c. dispone che "Per la soluzione delle controversie insorte tra i genitori in ordine all'esercizio della responsabilità genitoriale o delle modalità dell'affidamento è competente il giudice del procedimento in corso."

E se lo scontro è tra genitori e figli?

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In caso di contrasto dei genitori con il figlio sulla vaccinazione invece la regola vuole che ci si debba rivolgere al Tribunale dei Minori o a quello ordinario se la coppia si sta separando o sta divorziando.

Se invece la coppia è unita, come abbiamo visto, è previsto l'ascolto del minore che abbia compiuto gli anni 12 o meno, se capace di discernimento. Diritto sancito a livello internazionale dalla Convenzione di New York sui diritti dei fanciulli del 1989, dalla Convenzione di Strasburgo del 1997 sui diritti del fanciullo, dalla Costituzione Europea 24 e dal Reg. UE 219/1111.

Il discorso però cambia ancora se si parla di grandi minori. Per il nostro ordinamento del resto il quattordicenne può riconoscere il figlio naturale e il sedicenne può sposarsi. Nel caso quindi in cui ragazzi di questa età dovessero trovarsi in disaccordo con i genitori in materia di vaccinazioni, la loro parola avrebbe sicuramente un peso.

In realtà il grande minore può anche segnalare la problematica a scuola, che può attivare i servizi sociali al fine d'intraprendere l'azione giudiziaria più corretta davanti al Tribunale competente.

C'è poi il Garante per l'Infanzia a cui rivolgersi o l'Ufficio interventi civili della Procura, che permette al minore di mettere per iscritto le sue dichiarazione e avviare un procedimento presso il Tribunale dei Minori. Procedimento in cui il minore viene sostenuto nelle sue richieste da un curatore speciale.

Del resto, come ha segnalato l'Avv. Rosa Angela Martucci Zecca, presidente dell'Associazione avvocati matrimonialisti (Ami) Puglia sezione distrettuale di Bari, gli adolescenti "sono quelli che hanno patito più di tutti, in questo anno e mezzo di pandemia, le limitazioni connesse alla salvaguardia della salute della collettività. In particolare i ragazzi, difformemente da noi adulti che abbiamo raggiunto maturità e stabilità di vita, hanno saltato un passaggio essenziale della loro crescita perché è stata negata la socialità e la condivisione che sono aspetti fondamentali ed indispensabili per un armonico sviluppo psichico della loro personalità in formazione. Mi consta che per gli adolescenti la vaccinazione rappresenti non solo la possibilità di recupero della propria normalità ma anche un gesto di responsabilità sociale."

Concetto accolto anche dalla recente giurisprudenza di merito. Per i giudici infatti, senza che rilevi che la vaccinazione sia obbligatoria e facoltativa e che la coppia sia separata o meno, quando si parla di vaccinazioni obbligatorie o facoltative, se vi è concreto pericolo di vita per il minore e i dati scientifici sono univoci per quanto riguarda l'utilità della vaccinazione, allora il giudice può decidere anche di sospendere temporaneamente la capacità del genitore che si oppone a questa pratica.

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