Da Facebook che sta cercando di sperimentare una sua versione della chatroom audio ai problemi per gli utenti legati a privacy e trasparenza, ecco tutti i segreti di Clubhouse, il social network su invito
accesso al social network clubhouse

Che cos'è Clubhouse?

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Le sue chatroom audio stanno spopolando. È Clubhouse, un un social network con chat audio e ad invito lanciato su iOS nell'aprile 2020 dalla Alpha Exploration Co. e creato da Paul Davison e Rohan Seth. A dicembre 2020, è stato valutato quasi 100 milioni di dollari e dopo neanche un mese, il 21 gennaio 2021, la sua valutazione ha raggiunto il miliardo di dollari. Ma qual è il segreto di questo social nato nell'epoca dei social e nella loro continua evoluzione?

Come funziona Clubhouse?

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Clubhouse è organizzato in room, stanze nella quali gli utenti possono scambiarsi messaggi vocali. Questi, non appena la stanza si chiude, scompaiono. Gli utenti sono un'élite: non ci si può iscrivere liberamente ma si accede solo per invito di un altro utente. I messaggi (tutti criptati) si dissolvono nel momento in cui la stanza si chiude. Con una eccezione: nel caso di violazioni segnalate, gli audio vengono trattenuti per accertarle. Il social ha le sue regole: chi accede deve farlo con il proprio nome e verificare l'identità. L'iscrizione è possibile solo dopo aver compiuto 18 anni e non sono consentiti «abusi, bullismo e molestie nei confronti di nessuna persona o gruppo». Gli utenti in stanza possono essere moderatori con il compito di curare la conversazione, invitare gli speaker e dare o togliere loro parola, espellere utenti dalla stanza.

Poi ci sono gli speaker che parlano; gli ascoltatori (listener) possono assistere e chiedere di intervenire. Tutti possono segnalare abusi. Tempi e modi dell'indagine sono ristretti. Si può sempre fare una segnalazione, ma è più efficace se in tempo reale (visto che dopo aver chiuso la stanza Clubhouse cancella gli audio). Nel caso in cui l'indagine interna dovesse dare esito positivo, la piattaforma prevede una serie di provvedimenti, che vanno dall'ammonimento alla sospensione, fino all'espulsione e alla segnalazione alle forze dell'ordine.

Clubhouse, i problemi di privacy

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Tutto bello e nuovo come approccio sui social. A riportare i dubbi principali del nuovo social è "Cassa forense news" che, sul suo sito. In primis i termini d'uso e la privacy policy sono soltanto in inglese e riguardano norme californiane senza nessun riferimento alle norme europee, nemmeno al GDPR, il Regolamento sulla protezione dei dati personali. Ai sensi e per gli effetti di questa normativa a prescindere dal luogo in cui vengono trattati e conservati i dati degli utenti e dal luogo in cui ha la sede legale il titolare del trattamento, se vengono registrati, conservati e in ogni modo trattati i dati di soggetti residenti nell'Unione Europea è obbligatorio adempiere alle disposizioni del GDPR. Quindi sul capitolo della protezione dati si è già attivato il Garante per la protezione dei dati personali richiedendo chiarimenti alla società che gestisce la piattaforma. Clubhouse pecca anche da punto di vista della moderazione dei contenuti e al ban degli utenti. Modalità che «non tiene conto dell'orientamento che si sta affermando - e recepito ormai nel progetto di Digital Services Act presentato dalla Commissione Europea - secondo cui gli utenti hanno diritto a trasparenza di regole e criteri di moderazione oltre che del modo in cui vengono applicati». Gli eventi delle chatroom audionon possono essere condivisi o registrati. Quindi o si partecipa o si perde l'evento. Da un lato per quanto riguarda «il profilo giuridico non sembrano fondate le critiche di mancato controllo e di cancellazione immediata dei contenuti». Il dubbio è: il social riuscirà a resistere sul mercato e allargare la sua base di utenti considerando che la concorrenza ha già affilato le armi ed è pronta con altre chatroom audio.

Clubhouse, i gemelli in altri social

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Già Telegram, servizio di messaggistica che vanta centinaia di milioni di utenti ha introdotto da poco le chat vocali: si possono facilmente creare conversazioni audio senza limiti di persone. Ma diversamente da Clubhouse possono essere registrate per poi essere condivise. Particolare non da poco per chi utilizza i podcast. Le stanze audio sono approdate anche su Twitter ma si chiamano Spaces. Non possono essere create da tutti, ma qualsiasi utente con un dispositivo Android o iOS può unirsi a uno spazio e ascoltare. Galeotti sono stati gli screenshot per Facebook che sembra stia lavorando ad una sua versione delle stanze audio. Una situazione in fieri. Il tutto sarebbe accaduto dopo che Mark Zuckerberg ha provato Clubhouse partecipando come ospite in una conversazione. La novità è che il Clubhouse di Facebook potrebbe essere inserito nel social network come strumento di Messenger Rooms. si è visto infatti che Facebook ha inserito una funzione sperimentale che permette all'utente di aprire 3 tipologie di stanze per le conversazioni. La prima è quella che in molti già usano tramite Rooms, la videochat con altri 49 utenti. In più Facebook ora ha aggiunto, in via sperimentale, la possibilità di avviare una conversazione audio privata con un gruppo di amici oppure di avviare una trasmissione audio pubblica, dove chiunque può partecipare come spettatore. Quest'ultima, chiamata "Live Audio", potrebbe essere il primo passo verso un prodotto molto simile a quello di Clubhouse.

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Foto: 123rf.com
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