I versamenti sul conto corrente sono liberi, ma in alcuni casi potrebbero insospettire il fisco e sollecitare accertamenti. Ecco cosa sapere in proposito
salvadanaio con bersaglio disegnato

Versamenti bancari: nessun limite di legge

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Il risparmiatore che ha un bel po' di contanti in casa e intende versarli sul proprio conto corrente, teoricamente, non soggiace ad alcuna limitazione.

La legge, infatti, non prevede un importo massimo per i versamenti bancari, che possono essere fatti quotidianamente senza porsi dei limiti. Almeno sulla carta.

Attenzione ai controlli

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Tutte le somme versate devono essere sempre giustificate. O meglio: deve essere giustificata la loro provenienza.

A imporlo è il TUIR, che prevede che ogni versamento di contanti si presume che sia riconducibile a un reddito tassabile, salvo che intervenga una prova contraria.

È quindi questo l'aspetto che fa la differenza: non è la cospicuità della cifra che si versa ad essere rischiosa, ma l'incapacità di giustificarla laddove dovessero scattare i controlli. Ed è proprio in merito ai controlli che l'ammontare della somma versata può incidere.

Più si versa più si è controllati

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Del resto, se un contribuente versa in banca un importo sostanzioso (anche considerando il proprio reddito), il rischio che venga assoggettato a controlli fiscali è molto più elevato rispetto a quello che si corre versando poche decine di euro.

Ma ciò non è necessariamente un problema: se tutte le somme versate sono state ricevute legittimamente e tale legittimità è documentalmente giustificabile, i controlli non porteranno nessuna conseguenza negativa al risparmiatore. Se, invece, il denaro è di provenienza illecita, è naturale che il rischio di essere perseguiti dal fisco è elevato.

Prova scritta delle somme versate

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Insomma, quando si versa del denaro in banca ci si deve preoccupare non dell'importo, ma di avere una giustificazione della sua provenienza, da utilizzare nel caso in cui dovessero scattare dei controlli.

Anche considerando i principi che regolano la prova nel processo tributario, che è solo documentale, è fondamentale che tale giustificazione sia scritta, mentre non basta, ad esempio, che ci sia un testimone in grado di attestare la provenienza lecita del denaro versato.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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